Perchè rifare il tetto di casa?

Il tetto è il principale responsabile della sicurezza di un’abitazione. Offre una completa protezione dalle intemperie e dagli sbalzi di temperatura. Inoltre, attutisce i rumori provenienti dall’ambiente esterno. Tutte queste funzionalità, contribuiscono a rendere confortevole la propria casa. Tuttavia, possono venire meno se il tetto è danneggiato, mettendo a repentaglio il benessere dell’intera struttura. Per questo motivo, è fondamentale operare degli interventi di manutenzione periodici sul tetto, in modo da tenerne sotto controllo lo stato di salute. In questo articolo, illustreremo perché rifare il tetto di casa è importante e quando è necessario intervenire.

Cinque buone ragioni per rifare il tetto

Un tetto danneggiato può arrecare molti danni alla casa. Infatti, una copertura lesionata può provocare: erosioni, formazioni di muffa, infiltrazioni piovane, dispersioni termiche e, nei casi molto gravi, persino crolli e cedimenti strutturali. Tutto ciò può mettere a repentaglio la salute di chi abita in casa e peggiorare la qualità della vita. Mantenere un tetto in perfette condizioni, invece, assicura elevate prestazioni di sicurezza e comfort, anche per molti anni. Ecco alcune buone ragioni per rifare il tetto di casa:

– Risparmio energetico: il rifacimento del tetto comporta un miglioramento dell’isolamento acustico e una minore dispersione termica dell’abitazione. Ciò favorisce un minore ricorso a condizionatori e riscaldamenti, ottenendo una diminuzione sui consumi e un basso impatto ambientale;

– Protezione dalle infiltrazioni d’acqua: le lesioni sul tetto possono generare infiltrazioni durante la stagione invernale, causando macchie di muffa e umidità in casa. Un tetto nuovo impedisce che ciò avvenga, proteggendo l’integrità degli interni ed eliminando l’acqua in eccesso;

– Maggiore sicurezza: la stabilità del tetto è un elemento importantissimo per mantenere sicura e stabile una casa. Esso permette all’abitazione di mantenersi strutturalmente integra e protetta negli anni, senza rischiare di andare incontro a crolli pericolosi;

– Incremento del valore dell’abitazione: chi desidera vendere il proprio immobile, può adottare un prezzo di vendita maggiore nel caso in cui abbia recentemente ristrutturato il tetto. Questo tipo di intervento, infatti, rappresenta un’importante miglioria dell’abitazione che ne incrementa il valore complessivo, soprattutto nel caso in cui siano state implementate tecnologie moderne;

– Maggiore comfort in casa: il rifacimento del tetto è fondamentale per mantenere la giusta temperatura in casa. Infatti, garantisce la giusta protezione dal calore in estate e dal freddo in inverno. Inoltre, la copertura offre un buon isolamento dai rumori esterni che possono danneggiare la qualità del sonno e la vita domestica.

Rifare il tetto: l’iter legislativo da seguire

La ristrutturazione del tetto è un intervento complesso che richiede l’esecuzione di un iter specifico per essere realizzato. La Legge, infatti, stabilisce che il lavoro deve essere eseguito da una ditta specializzata, in grado di rilasciare un’adeguata certificazione sulle caratteristiche dell’intervento effettuato. Secondo il comma 1 dell’articolo 3 del Testo Unico sull’Edilizia, se la ristrutturazione del tetto prevede l’uso di materiali già esistenti, questa rientra nei lavori di manutenzione ordinaria; al contrario, se è necessario implementare materiali e tecnologie ex novo, l’intervento è da intendersi come straordinario. In quest’ultimo caso è necessario chiedere uno speciale permesso alla DIA, ovvero l’organo statale di Denuncia di Inizio Attività che fornisce l’autorizzazione per iniziare i lavori. In particolare, è obbligatorio presentare tale documento nei seguenti casi:

– Ripristino di intonaci e tinteggiature esterne, con colorazioni differenti da quelle già esistenti;

– Ristrutturazione totale del tetto a spiovente;

– Rifacimento di cornicioni e tegole;

– Interventi sulle fondamenta dell’immobile;

Interventi sulle parti strutturali di un edificio.

Quando rifare il tetto

Il tetto è una delle componenti fondamentali di un edificio e la sua stabilità ed integrità contribuiscono a renderlo sicuro e confortevole. Nel tempo, il tetto può deteriorarsi e danneggiarsi, venendo meno alla sua funzione di protezione. Affinché una copertura sia considerata sicura, è necessario che possieda i seguenti requisiti:

– Impermeabilità all’acqua: un tetto integro e funzionale risulta completamente impermeabile all’azione degli agenti atmosferici, come la pioggia, la neve e il ghiaccio. Inoltre, favorisce il corretto smaltimento dell’acqua, impedendogli di penetrare nelle fessure e generare umidità;

– Isolamento acustico: quando il tetto è in buono stato, impedisce il passaggio dei rumori molesti, come ad esempio quelli provenienti dai veicoli aerei e dai temporali. Inoltre, nelle palazzine, attutisce i suoni provenienti da un appartamento all’altro;

– Stabilità strutturale: una copertura efficiente assicura una buona stabilità strutturale dell’edificio e resiste alle dilatazioni e vibrazioni, causate dagli sbalzi termici e geologici;

– Azione antigelo: se realizzato correttamente e con materiali all’avanguardia, il tetto è in grado di resistere alle gelate, senza danneggiarsi;

– Resistenza alle aggressioni: una copertura adeguata deve essere progettata per resistere a differenti tipologie di aggressioni esterne, dovute a motivi naturali o artificiali. Solo così può garantire la giusta protezione in casa;

– Resistenza alla corrosione: alcuni fenomeni elettrochimici possono tendere a corrodere il tetto. Per questo motivo, è importante assicurarsi che la propria copertura sia capace di resistere a situazioni.

Quando viene meno anche solo una di queste funzioni, vuol dire che il tetto è danneggiato ed è necessario operare degli interventi di manutenzione. Agire tempestivamente, consente di eseguire lavori più rapidi e meno complessi, in modo da risparmiare tempo e denaro prezioso. Per conoscere lo stato del proprio tetto, è possibile chiedere un sopralluogo ad una ditta specializzata che, attraverso un’analisi approfondita, stabilità quali interventi è consigliabile eseguire.

Quanto costa rifare il tetto

Rifare un tetto comporta un costo che può andare da alcune centinaia di euro, fino ad arrivare anche a cifre molto alte. Infatti, l’entità dell’intervento dipende da molteplici fattori: l’ampiezza della superficie da trattare, la complessità delle problematiche insorte, le caratteristiche strutturali del tetto, l’anno di costruzione e il tipo di lavoro svolto dalla ditta che dovrà eseguire la ristrutturazione. Inoltre, un altro elemento che può far lievitare il costo della riparazione, riguarda la qualità dei materiali che si decide di utilizzare e i marchi acquistati. Ancora, questo tipo di interventi, spesso richiede l’utilizzo di tecnologie e strumenti specifici, come macchinari e ponteggi, che richiedono una spesa supplementare.

In generale, comunque, il prezzo viene calcolato in base al numero di metri quadri dell’abitazione, al quale si aggiungono, poi, il costo della manodopera e dello smaltimento dei materiali provenienti dalla vecchia copertura. Nella maggior parte dei casi, rifare un tetto comporta una spesa onerosa ma inevitabile, per mantenere sicura la propria abitazione. Per l’esecuzione dei lavori è consigliabile affidarsi solo ad aziende serie, operanti nel settore da diverso tempo e con un’esperienza verificabile e dimostrabile. Al contrario, è meglio diffidare dalle ditte che propongono prezzi eccessivamente vantaggiosi e che non forniscono tutte le informazioni necessarie per lo svolgimento del lavoro. Solo così, infatti, si può evitare di andare incontro a spiacevoli conseguenze e ottenere un intervento fatto a regola d’arte.

Sono il figlio del primo imbianchino 2.0 in Italia: ovviamente ho dato una mano 🙂

Il successo di mio padre nasce anche grazie alla mia esperienza di lavoro come specialista di web marketing: dopo aver seguito numerosi progetti on-line nel settore e aver studiato da autodidatta, ho deciso nel gennaio 2012 di aprire un blog: mulfarimbianchino.com.

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Devi ripristinare una persiana in legno? Leggi qui!

I serramenti in legno sono infissi molto utilizzati all’interno delle abitazioni storiche. Grazie alla loro estetica elegante e vistosa e alla elevata resistenza alle intemperie, queste persiane possono rimanere integre a lungo e conferire valore all’abitazione. Tuttavia, possiedono un unico difetto, col tempo tendono a deteriorarsi e possono essere aggredite dai tarli. Fortunatamente, è possibile ovviare a questo problema, adottando delle procedure periodiche di manutenzione. Così facendo, gli infissi in legno si mantengono come nuovi, anche dopo molti anni dal loro montaggio. Esistono differenti tipologie di infissi: le persiane e le scuri. Le prime hanno origini arabe e venivano utilizzate nelle finestre, per bloccare i raggi del sole diretti e garantire, ugualmente, una buona illuminazione e la giusta ventilazione della stanza. Per quanto riguarda lo scuro, detto anche antone, ha origini europee e aveva lo scopo di impedire il passaggio dell’aria fredda dall’esterno all’interno e, allo stesso tempo, impedire la dispersione del calore in casa. La tipologia di persiana più comune è quella con le lamelle orientabili che possono direzionare luce e aria nel luogo desiderato. In questo articolo, spiegheremo come ripristinare una persiana in legno, in poche semplici mosse.

Come ristrutturare una persiana in legno

Per ristrutturare una persiana in legno è necessario smontarla e poggiarla su una base abbastanza alta, come ad esempio dei cavalletti, per poterci lavorare in comodità. Inoltre, rivestire il pavimento con dei fogli di giornale o degli stracci inutilizzati, in questo modo non rischierà di sporcarsi e macchiarsi irrimediabilmente.

Per prima cosa, sarà necessario rimuovere la vernice già presente sulla persiana, utilizzando della carta vetrata con grana a 240. Nei casi in cui la vernice risulti particolarmente difficoltosa da eliminare, usare una grana a 150. Strofinarla lunga tutta la superficie smaltata, prestando attenzione a non rovinare il legno sottostante. Procedere fino a completa rimozione della vernice. Una strategia alternativa, consiste nel bruciare con un cannello a gas lo strato di colore vecchio e toglierlo delicatamente con una spatola. Una volta che la superficie in legno sarà nuovamente visibile, ripulirla a fondo per eliminare tutti i residui di polvere. Per farlo, si può usare un aspirapolvere portatile e un panno in microfibra inumidito. In seguito, sarà necessario eliminarne le imperfezioni dalla persiana, levigando la superficie con della cementite specifica per il legno. Questo prodotto può essere applicato con un pennello a setole morbide, lungo tutta la persiana. Una volta che la cementite si sarà asciugata, si può passare alla verniciatura. Ci sono diverse tecniche per ridipingere una persiana, la più veloce consiste nell’usare l’erogatore di vernice a spruzzo, in grado di vaporizzare uno strato sottile di prodotto su tutta la superficie, in pochi minuti. In alternativa, si può usare un comune pennello da pittura.

Il colore utilizzato può essere quello originalmente presente nella persiana oppure uno differente, a seconda dei propri gusti. Una volta che la vernice si sarà completamente asciugata, procedere con la stesura di due mani di vernice protettiva trasparente. Questa procedura consentirà alla pittura di resistere più a lungo alle aggressioni esterne e mantenersi perfettamente intatta nel tempo. Il processo di ripristino ha una durata relativamente breve. In genere, sono necessari un paio di giorni, affinché la persiana risulti completamente asciutta e pronta per essere nuovamente montata. Per questo motivo, si consiglia di effettuare questa procedura, durante i mesi primaverili, in modo che il calore possa favorire un rapido ancoraggio e una veloce e profonda asciugatura delle vernici. I prodotti per ripristinare una persiana in legno possono essere acquistati nei comuni negozi di ferramenta oppure nei grandi magazzini specializzati in prodotti per il fai da te. Si consiglia di scegliere delle vernici di buona qualità, in modo da ottenere una performance professionale, durante la procedura di ristrutturazione. Vernici economiche di scarsa qualità potrebbero risultare poco coprenti e poco durevoli.

Tuttavia, non tutti i serramenti possono essere ripristinati. Quelli che presentano zone marce particolarmente estese, non posso essere ripristinati e, per questo, richiedono la sostituzione dell’intero infisso. La manutenzione delle persiane in legno va effettuata ogni due anni. In questo modo, si mantengono sempre belle e intatte. Per quanto riguarda il costo della ristrutturazione degli infissi in legno, può variare in base alla gravità della situazione e alla complessità delle procedure di ripristino da mettere in atto. Se non si ha molta dimestichezza con il fai da te, si può richiedere l’intervento di una ditta specializzata che, in seguito ad un sopralluogo gratuito, effettuerà un’analisi della fattibilità del lavoro e un preventivo.

Ristrutturare i serramenti antichi in legno

Chi possiede in casa dei serramenti antichi in legno non può rinunciare a ristrutturarli periodicamente, al fine di mantenere il loro fascino originale. Se la patina sopra la superficie della persiana antica appare molto rovinata, si può ripristinare con una procedura di decapaggio. Essa serve ad eliminare le tracce di sporco e la vernice, senza la necessità di intervenire direttamente sulla superficie con prodotti abrasivi, potenzialmente dannosi. Una volta eliminata la finitura vecchia, il legno appare nudo e pronto per un nuovo trattamento. Se si desidera mantenere a vista la superficie grezza, si può usare una finitura in gommalacca e cera d’api che protegge il legno e gli dona brillantezza. In alternativa, la persiana può essere trattata con delle vernici a base d’acqua, specifiche per il legno antico o procedere con una lucidatura a tampone. Qualunque sia la tecnica scelta, precedentemente, applicare sempre un primer con caratteristiche antitarlo, così da non rischiare di trovare la persiana danneggiata tra un processo di manutenzione e l’altro.

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Ripristinare una facciata esterna? La guida definitiva.

Ripristinare la facciata esterna della propria abitazione è utile per diverse ragioni: serve a migliorare l’estetica e il valore dell’edificio, ne incrementa la sicurezza e previene infiltrazioni d’acqua, responsabili della formazione di muffa e umidità all’interno dell’abitazione. La problematica più frequente che colpisce la facciata esterna riguarda lo scrostamento dell’intonaco, dovuto alle sollecitazioni degli sbalzi termici e degli agenti atmosferici. In questo caso, è possibile intervenire efficacemente sui muri esterni, rigenerando le parti mancanti e restituendogli la sua originaria bellezza ed integrità. In questo articolo, troverai una guida su come ristrutturare una facciata esterna, in modo rapido ed economico.

Ripristinare l’intonaco della facciata esterna

Ristrutturare la facciata esterna di un edificio può essere una procedura complessa e richiedere abilità e competenze specifiche, in campo edilizio. La difficoltà d’esecuzione dell’intervento dipendono dalla quantità e dalla complessità dei danni da riparare e dalle tecniche da impiegare. Se si decide di effettuare la ristrutturazione in modo autonomo, senza richiedere l’intervento di una ditta esperta, sarà fondamentale possedere una buona manualità e disporre di materiali e attrezzature professionali, al fine di poter realizzare un lavoro a regola d’arte. Ecco gli oggetti di cui avrai bisogno per ripristinare l’intonato della facciata:

– Sacchi di cemento e calce, per esterni;
Sabbia edile;
– Stucco in polvere;
– Acqua;
– Finitura per esterni;
– Spazzola in metallo;
– Frattazzo;
– Spatola;
– Spugna morbida;
– Cazzuola;
– Martello e scalpello;
– Carta vetrata di differenti tipologie;
– Rullo e pennelli;
– Pittura per esterni;
– Guanti, occhiali ed elmetto protettivo;
– Tuta impermeabile protettiva.

Per prima cosa, bisognerà indossare le protezioni, in modo da lavorare in completa sicurezza, senza rischiare di andare incontro ad infortuni. In seguito, effettuare un’analisi dettagliata delle problematiche dei muri e delle caratteristiche dell’intonaco danneggiato. Una volta individuate le aree su cui intervenire, col martello e lo scalpello, staccare le parti di intonaco lesionate o fragili, che stanno per disancorarsi dalla superficie. Una volta che la facciata risulterà nuda, rimuovere la polvere ed eventuali irregolarità con una spazzola dentata in metallo. É fondamentale eliminare tutto il materiale che tende a sfarinarsi facilmente e a cadere poiché può ostacolare la procedura di ripristino dell’intonaco.

Una volta che le zone trattate risulteranno pulite e levigate, bisognerà riempirle con un impasto a base di cemento, calce, sabbia e acqua. Prima di procedere, inumidire le parti nude con una spugna bagnata, in modo da permettere all’impasto di fissarsi meglio. A questo punto, utilizza il frattazzo bagnato per spianare la superficie e allinearla con l’intonaco vecchio ancora intatto, presente intorno alla zona danneggiata. Dopo la fase di posatura e spianatura del materiale di riempimento, mantenere la zona trattata bagnata per circa due ore, vaporizzando dell’acqua con un erogatore spray. Ciò impedirà al composto di seccarsi troppo rapidamente e formare crepe.

Una volta che l’impasto a base di cemento si sarà solidificato del tutto, si può procedere all’operazione di carteggiatura. Essa serve a levigare i muri e ad uniformare la superficie nuova con quella già esistente. Dunque, utilizzare la carta vetrata a grana spessa, per le zone più dure e disomogenee, e quella a grana fine per le aree più sottili. A questo punto, rimuovere la polvere con una spugna bagnata e applicare uno strato di finitura per esterni. Una volta che anche questa operazione sarà conclusa e le pareti risulteranno asciutte, si potrà procedere infine con la tinteggiatura. Per la facciata esterna, è preferibile scegliere una pittura traspirante con caratteristiche anticondensa e antimuffa, in modo da renderla più resistente all’azione delle intemperie.

Ristrutturare la facciata esterna: intervenire sulle crepe

Una problematica frequente che colpisce le facciate degli immobili riguarda la formazione di crepe. Esse sono dovute principalmente agli sbalzi di temperatura e ai micromovimenti e alle vibrazioni del suolo. Inoltre, possono dipendere anche dalla qualità dei materiali utilizzati in fase di costruzione che possono perdere aderenza, dopo alcuni anni. Riparare le crepe è molto importante poiché, a lungo andare, possono creare problemi di sicurezza in casa. Infatti, le crepe possono essere causa di infiltrazioni d’acqua e umidità. Possono indebolire i muri e, in casi estremamente gravi, provocare crolli. Intervenire in modo tempestivo sulla problematica è fondamentale per impedire alle lesioni di estendersi e diventare più complesse e costose da trattare. Per riparare le crepe, sarà necessario munirsi della seguente attrezzatura:

– Gesso in polvere;
– Cemento e calce;
– Acqua;
– Spazzola in metallo;
– Carta abrasiva;
– Martello e scalpello;
– Cazzuola;
– Frattazzo.

Il primo passo da compiere consiste nell’eliminare ogni traccia di materiale che tende a staccarsi facilmente intorno alla crepa. Rimuovere tutti i residui utilizzando la spazzola di ferro, lo scalpello e il martello. In seguito, se la crepa risulta profonda, allargarla leggermente, picchiettandone la superficie. Ciò consentirà di riempirla in modo efficace ed impedire che si riformi col tempo. A questo punto, ripulire la zona dalla polvere, usando una spugna bagnata oppure un pennello umido. Preparare il composto a base di cemento, calce e acqua e, aiutandosi con una spatola, riempire la crepa e lasciarla asciugare. Successivamente, livellare la superficie con l’utilizzo del frattazzo inumidito.

Quando la crepa riempita sarà completamente asciutta e spianata, bisognerà procedere con la carteggiatura, in modo da levigarla e rendere la zona omogenea col resto della facciata. A questo punto, si può applicare un sottile strato di gesso sulla parte trattata, in modo da favorire un migliore ancoraggio della vernice, durante la tinteggiatura. Con questa semplice procedura è possibile trattare la maggior parte delle crepe presenti sulla facciata. Tuttavia, in presenza di lesioni profonde e gravi, è consigliabile richiedere la perizia di una ditta specializzata e ottenere una valutazione professionale sulla stabilità dei muri e sui lavori da eseguire. Infatti, seppure il fai da te risulti più vantaggioso dal punto di vista economico, non è indicato in situazioni particolarmente gravose, dove l’intervento di uno specialista è fondamentale per la messa in sicurezza dell’intero edificio.

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Ripristino Persiane in Legno? Scegli la Qualità di Mulfarimbianchino, al Giusto Prezzo!

Ripristino Persiane in Legno

 

Sono disperata! Le mie persiane sono conciatissime! Ho fatto fare un preventivo, ma non posso

permettermi quei costi! Per rifarle, e io le rivorrei in legno, ho visto che quelle in legno sono le più care. Migliaia di euro che non ho. Che fare?

Mi sono rivolta ad un professionista, che mi ha spiegato che può riportare le mie vecchie persiane al

vecchio splendore. Ed i costi sono decisamente inferiori, praticamente verrei a spendere meno di un terzo.

Lui mi ha spiegato che procederà in questo modo:

  • carteggerà il legno accuratamente;
  • applicherà un impregnante per nutrire il legno stesso;
  • stuccherà le parti più ammalorate per dare un effetto finale omogeneo;
  • infine ricarteggerà per togliere lo stucco in eccesso.

 

Applicherà infine una o due mani di fondo, per permettere alla vernice di “aggrapparsi” al legno. Carteggerà delicatamente di nuovo per lisciare il tutto, e finalmente potrà applicare due mani di vernice, a distanza di 12 ore una dall’altra.

Le persiane potranno poi essere esposte solo 24 ore dopo. Se invece le persiane in legno sono particolarmente scrostate, mi ha spiegato che dovrà riportarle “al legno grezzo” per mezzo di una levigatrice elettrica. Il procedimento, poi, rimane lo stesso.

Ho deciso, farò così: l’effetto finale è garantito ed anche il mio risparmio!

E tu?  Hai bisogno di verniciare le tue persiane ma non sai a chi affidarti? Chiamaci al 335/5203851 o scrivici a felice.mulfari@gmail.com. PREVENTIVO GRATUITO!

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Spatolato: la Corretta Manutenzione per Avere Pareti Sempre Splendenti!

Buongiorno e Buon Santo Stefano a tutti!

Tra panettone e spumante ho trovato il tempo per un un breve post festivo.

L’obiettivo è quello di condividere con te due brevi consigli per mantenere la velatura delle tue pareti nel tempo.

Eccoli qui:

1) spolvera le pareti due o tre volte all’anno con uno straccio di cotone bianco per mantenere la lucidità del lavoro svolto dal tuo imbianchino di fiducia;

2) rimuovi le macchie accumulate sulle pareti con una spugna bagnata e del sapone di marsiglia.

Con questi due semplici accorgimenti avrai sempre delle pareti splendenti e la tua velatura si conserverà nel tempo!

Per maggiori informazioni su come mantenere la tua velatura non esitare a contattarmi!

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