Quale colore scegliere per imbiancare le pareti della propria casa?

colori pareti casa
Quale colore scegliere per tinteggiare la propria casa?

Scegliere i colori per la propria casa può rivelarsi un’impresa ardua, in quanto per avere un risultato armonico devono essere presi in considerazione diversi fattori, come ad esempio il tipo di arredamento che si ha o che si vuole comprare, lo stile della casa etc.

Esistono due criteri contrapposti per scegliere il colore da dare alle proprie pareti:

Criterio soggettivo: secondo questo criterio bisogna prendere in considerazioni essenzialmente i propri gusti personali e lasciare da parte tutte le possibili influenze esterne (quali i colori di stagione).

Criterio oggettivo: al contrario se si decide di usare questo criterio bisogna prendere in considerazione le esigenze locative dello stabile nonché i colori di tendenza.  Per fare un esempio se un ambiente è collocato a nord bisogna scegliere un colore caldo, in quanto tale esposizione implica una scarsa illuminazione naturale. Inoltre bisognerebbe prendere in considerazione anche l’ampiezza degli spazi, ad esempio se si deve imbiancare uno spazio piccolo è meglio scegliere un colore chiaro in modo da far apparire lo spazio più ampio. I colori scuri dovrebbero essere utilizzati solamente quanto le stanze sono molto vaste e non si teme l’effetto rimpicciolimento.

Essenziale è prendere in considerazione l’uso che se ne vuole fare dell’ambiente da imbiancare e la sua finalità, in quanto bisognerebbe considerare l’influenza che i colori esercitano sullo stato d’animo.

 

Colore bianco

Il bianco è il colore in assoluto più neutro che esista, e questo conferisce luminosità agli spazi, rendendogli anche visivamente più ampi; di conseguenza questo colore è adatto ad ogni tipo di ambiente.

Sono molto utilizzate anche le variazioni del bianco, chiamate bianchi sporchi come ad esempio il bianco crema, miele etc.

Queste variazioni risultano più “calde” e di classe rispetto al tipico bianco, che può risultare un tantino “freddo”.

Colore nero

Questo colore rappresenta l’oscurità e l’assenza di luminosità e per questo non si consiglia di pitturare la casa con questo colore.

Tuttavia il nero può essere utilizzato per una sola parete quando c’è la necessità di avere uno sfondo che faccia risaltare dei singoli dettagli, quali cornici, quadri, elementi d’arredo etc.

Si consiglia di usare questo colore accostato al bianco, viola o rosa, in quanto queste combinazioni garantiscono un effetto elegante e di classe.

Colore grigio

Al contrario del nero, il grigio è molto utilizzato in quanto si accosta facilmente all’arredo moderno ed è sinonimo di classe ed eleganza.

Questo viene spesso accostato a colori vivi quali il bianco, verde, giallo ed arancione.

Colore Giallo

Il giallo è un colore che rappresenta la luminosità e l’eccentricità e può acquisire varianti sia fredde che calde. Questo colore se usato insieme al grigio, è uno stimolo alla concentrazione ed alla socievolezza, ed può tranquillamente essere usato nell’ambiente studio, cucina e soggiorno.

Colore rosso

Il rosso è un colore caldo ed questo ha un potente effetto sull’umore, in quanto trasmette energia, vivacità e forza, tuttavia è consigliabile usarlo in ambienti di transito, in quanto a lungo andare potrebbe innervosire.

Si consiglia di usare il rosso per dipingere i particolari, in quanto è in grado di farli risaltare.

Colore rosa

Questo colore è usato in prevalenza per dipingere le stanze delle bambine in quanto è il simbolo di un’atmosfera fiabesca, specialmente quando lo si accosta con un arredo o bianco o in legno.

Colore blu

Il blu è il colore in assoluto più rilassante che esista e spesso viene usato per dipingere la camera da letto.

Inoltre il blu, nelle sue tanti varianti, può essere utilizzato per tinteggiare delle pareti che hanno lo scopo di mettere in evidenza degli elementi d’arredo.

Colore verde

Il verde è il colore dell’equilibrio, infatti la sua posizione a metà dello spettro, situato in mezzo tra l’estremità calda e quella fredda, ci fa comprendere la sua funzione di riequilibrare le energie positive con quelle negative.

5 Modi per riconoscere un Imbianchino Professionista

imbianchino professionista

Devi imbiancare casa e vuoi riconoscere un imbianchino professionista?

Molta gente crede ancora che sia meglio imbiancare d’estate perché d’inverno non si possono aprire le finestre per fare asciugare i muri. Non corretto. Con i materiali di ultima generazione,  a base di calce e titanio e quindi ecologici al settanta percento, le pareti asciugano il trenta percento prima dei materiali tradizionali. Ciò significa che si può tinteggiare casa in qualsiasi periodo dell’anno e quindi la sera tutto sarà già al suo posto, mobili e quant’altro, e si potranno già appendere i quadri.

Ecco cinque step per riconoscere un imbianchino professionista:

1) Il Tuo Imbianchino Professionista Conosce il Microbo della Muffa?

Problemi di muffa: c’è gente demoralizzata perché, pur avendo di recente imbiancato, i problemi di muffa si ripresentano regolarmente. Cosa bisogna fare in quel caso?

Bisogna sapere che, in commercio, esistono materiali specifici che vanno ad aggredire e quindi a bloccare il microbo della muffa stessa. E’ poi necessario utilizzare pitture antimuffa adeguate. Si avranno così risultati che durano nel tempo.

2) Chiedi al tuo imbianchino Come Tratta le Pareti Ammalorate

Se la Vostra casa presenta delle pareti ammalorate, nel senso che si scrostano, è necessario trattarle in maniera adeguata, per realizzarne il ripristino. Cosa si deve fare, o meglio cosa farà il vostro imbianchino professionista?

Con l’utilizzo di una spatola provvederà a scrostare queste parti, le spolvererà poi con una scopa o con un pennello asciutto, in base alle dimensioni. Poi bagnerà bene il fondo per favorire l’aggrappaggio dello stucco stesso, che verrà successivamente applicato. Per finire si passerà alla tinteggiatura vera e propria. Le pareti risulteranno così completamente ristrutturate.

3) Accertati della Copertura del Tuo Arredo e della Pulizia a Fine Lavori

Alcune persone, solo all’idea di dover imbiancare casa, si sentono male. Pensano a come dovranno poi pulire, ad esempio, oltre al fatto di dover imballare le cose che, si sa, in ogni casa, sono sempre troppe.

Punto uno: il Vostro imbianchino di fiducia dovrà, e noi lo facciamo regolarmente, provvedere a coprire con accuratezza e in maniera completa, i Vostri mobili, gli infissi, le prese di corrente, i battiscopa e i pavimenti. Questo permetterà, al momento di togliere le coperture, di lasciare tutto pulito come era prima. Si sa che pulire macchie di vernice è un lavoraccio, per il cliente, ed è anche antiestetico nonché causa di malumore. Meglio evitare!

4) Chiedi al Tuo Imbianchino se consosce il Feng Shui

Punto due:  avete mai sentito parlare di quella pratica giapponese denominata Feng Shui? Detto all’italiana, si tratta di buttare via tutte quelle cose che conserviamo per anni e che riempiono inutilmente i nostri armadi o coprono le superfici dei mobili. La gente obbietta sempre: questo vestito è troppo bello, potrebbe servirmi!

Ma se non lo indossate da più di tre anni, significa che non lo farete più. E poi le mode cambiano e quella giacca che tanto avete amato in passato, avrà oggi un taglio obsoleto. E via con bomboniere, oggetti ricevuti in regalo che non ci sono mai piaciuti. Via, buttiamoli via, e creeremo spazio, intorno e dentro di noi, e permetteremo, come ci esortano a fare i saggi orientali, all’energia di fluire più liberamente.

Provare per credere. E il momento della tinteggiatura di casa può esserne un’ottima occasione.

5) Chiedi le referenze e non prendere le ferie

Alcune persone, poi, chiedono ferie per trascorrerle in una casa tutta in disordine, causando ansia a se stesse e magari a chi sta lavorando. Pur non essendo di nessun aiuto, al contrario! Se vi fidate del Vostro imbianchino o se leggete su Internet ottimi commenti su di lui, visto che la rete non mente ed è meritocratica, potete tranquillamente affidargli le chiavi della Vostra abitazione ed andare a lavorare o dove preferite.

E tu? Come fai a riconoscere un imbianchino professionista? Lascia un commento qui sotto!

 

 

 

Devi verniciare un tavolo in legno per ridare vita ad un vecchio arredo, o per fare un restyling adatto alla nuova casa.

Devi verniciare un tavolo in legno?
Come verniciare un tavolo in legno

Verniciare un tavolo in legno?

Sono molti i motivi che possono spingerti a verniciare un tavolo in legno, ma anzi a volerlo restaurare per continuare a tenerlo con te. Oppure ricorrere alla verniciatura per personalizzare un modello anonimo di tavolo in legno appena comprato.
Sia che tu sia un esperto, che un neofita, ecco i passaggi per verniciare un tavolo in legno con un color noce, vernice perfetta e versatile per poter abbinarlo a qualsiasi stile d’arredo.

Preparazione del tavolo – Verniciare un Tavolo in legno

Il tavolo, prima di poterlo verniciare con il colore scelto, ha bisogno di essere preparato a dovere. Dovrai renderlo grezzo, “tirarlo a legno” si dice anche in gergo. Questo è necessario per rimediare a difetti del legno con la stuccatura e per far si che prodotti e vernici possano aderire ala perfezione alla superficie in legno. È fondamentale che tu tolga alla perfezione tutte le vernici passate sul tavolo in precedenza ed eventuali residui.
Quindi tramite carta vetrata, manualmente o con uno strumento elettrico come la levigatrice, dovrai carteggiare l’intera superficie del tavolo. È importante non insistere troppo, ma eliminare tutti gli eventuali residui di vernici ed imperfezioni del legno. Passa la carta vetrata in modo più omogeneo possibile su tutta la superficie da trattare.
Esistono anche dei prodotti ad hoc, da distribuire a pennello su tutta la superficie da trattare, questi riescono a sciogliere le vernici senza bisogno di sfregare, solo lasciando agire il prodotto da rimuovere poi con una spatola. Sono estremamente comodi, specialmente se ti trovi a dover sverniciare arredi dalle forme particolari ed irregolari, difficili da trattare con la carta vetrata.
Un’altra alternativa per sverniciare prevede l’utilizzo della pistola termica per bricolage.

Si tratta di un apparecchio molto simile ad un tradizionale asciugacapelli, ma molto più potente e non adatto al contatto con la pelle perché le temperature raggiunte sono elevate.
Se utilizzerai questi prodotti non sarai comunque esonerato dalle operazioni di carteggiatura.
Ricordati di eliminare poi tutta la polvere dovuta appunto alla carteggiatura, l’ideale è usare un pennello pulito ed un’aspirapolvere.

Stuccatura eventuale – Verniciare un tavolo in legno

Se il tuo tavolo dovesse presentare dei buchi e vorresti avere una superficie liscia ed omogenea, dovrai stuccare.
In commercio troverai lo stucco ideale per il legno, ne esistono anche di colorati per poterti consentire di avere poi un colore uniforme e senza macchie chiare in prossimità delle zone trattate. Se invece ami l’aspetto grezzo puoi evitare questo passaggio e magari dare solo una mano di anti-tarme.
L’anti-tarme si può applicare su tutta la superficie oppure lo puoi iniettare con una siringa nei forellini fatti appunto dalle tarme. Ovviamente se ci sono pochi punti tarlati ti converrà l’uso della siringa, se invece il legno è molto mangiato usalo su tutta la superficie di legno. Ricordati di far asciugare e poi stuccare per chiudere definitivamente i forellini dovuti alle tarme.

Base e colore – Verniciare un tavolo in legno

Il tavolo carteggiato è pronto per essere trattato con la vernice color noce.
Fai attenzione ad utilizzare un pennello idoneo, che ti consenta di arrivare anche tra le giunture, senza lasciare spazi. Le pennellate devono essere continue ed omogenee senza insistere eccessivamente su alcune zone.
Si procede sempre con una passata per volta, si lascia asciugare almeno 24 ore e poi se necessario si provvede a dare una seconda mano di color noce.
Esistono in commercio moltissime tipologie di vernici, scegli accuratamente ed assicurati di avere la quantità giusta per verniciare tutto il tavolo. Assolutamente non rischiare di rimanere senza vernice mentre state ancora completando l’opera: rimediare alla diversità cromatica sarebbe davvero complicato e dovresti carteggiare nuovamente.

Rifinitura – Verniciare un tavolo in legno

Dopo aver dato una seconda mano di vernice color noce al tavolo di legno, verifica che il tono sia quello desiderato. Se vorrai una nuance più intensa o noti delle imprecisioni dovrai dare un’ulteriore mano di vernice. Attendi sempre 24 ore per l’asciugatura tra una passata e l’altra.
Raggiunto il risultato desiderato dovrai passare alla rifinitura, è infatti sempre consigliabile passare un fissativo finale, trasparente. In commercio ne esistono di opachi o lucidi per conferire effetti diversi al legno.

Il fissativo – Verniciare un tavolo in legno

E’ una vernice tradizionale ma che protegge il legno ed anche la vernice color noce. L’uso del fissativo conferisce un aspetto più professionale al tavolo in legno, esaltandone anche il colore della vernice e rendendo il legno impermeabile.
Con un pennello pulito e solo quando la vernice noce sarà totalmente asciutta, procedi alla stesura del fissativo.
Ne basta una mano, ma nulla ti vieta di darne una seconda per maggior resa protettiva.
Fai asciugare anche fino a 48/72 ore all’aria, o in una stanza ben arieggiata.
I prodotti per rifinire il legno prendono diversi nomi: fissativo, finish, primer che si può usare come base e come fissativo.
Terminato il tempo di asciugatura il tuo tavolo sarà pronto per accogliere cene e pranzi e per arredare la tua casa.
Se sei esperto sarà tutto un gioco da ragazzi, se invece sei alle prime armi non preoccuparti, poco per volta prenderai la mano.
Con questi semplici passaggi di base è sempre garantito un ottimo risultato.

 

Se Vuoi imparare a sbiancare una trave in legno, leggi questo post.

Per maggiori informazioni scrivimi a felice.mulfari@gmail.com.

Come si sbianca una trave in legno per mantenere le sue venature?

Il soffitto in legno con travi a vista è un ornamento tipico delle casa antiche, dal grande potere estetico. Conferisce eleganza e valore alla casa. Tuttavia, col tempo il legno può iniziare a deteriorarsi e necessitare di alcuni interventi di restauro, per ritrovare la sua originaria bellezza. In questo articolo, illustreremo come sbiancare le travi in legno, mettendone in risalto le venature naturali.

Come sbiancare le travi in legno

Sbiancare le travi in legno è un’operazione semplice da eseguire che può tornare utile quando si vuole rinnovare lo stile del soffitto o combattere i segni del tempo. Per farlo, sarà necessario munirsi dei seguenti materiali:

– Carta vetrata con grana spessa e sottile;
– Levigatrice;
– Stucco per legno;
– Spatola in metallo;
– Impregnante bianco;
– Vernice protettiva trasparente;
– Cera lucidante per legno.

Tutti questi prodotti sono reperibili presso i negozi di bricolage, hobbistica e ferramenta. Prima di iniziare col processo di sbiancamento delle travi, sarà necessario preparare adeguatamente il legno. Con la carta abrasiva a grana spessa, rimuovere residui di pitture vecchie, incrostazioni e zone che presentano scaglie di legno o che tendono a sfaldarsi facilmente. In seguito, rendere la superficie omogenea e perfettamente liscia, con l’aiuto della levigatrice elettrica. Se sulle travi sono presenti crepe e lesioni, utilizzare lo stucco per riempire le fessure e lasciarlo asciugare per 24 ore. Per eliminare la presenza di tarli e insetti, invece, munirsi di spray insetticida specifico per il legno e lasciare l’ambiente al chiuso per alcuni giorni, finché tutti gli animaletti non saranno sterminati. Quando le travi saranno finalmente igienizzate, levigare le zone irregolari coperte dallo stucco, usando la carta vetrata a grana sottile. Durante la procedura di abrasione, utilizzare un tocco deciso ma delicato, in modo da non danneggiare o bucare il legno.

Qualora il legno risulti colpito dall‘umidità, è consigliabile rivolgersi ad una ditta esperta per effettuare un trattamento di sabbiatura delle travi. Esso consentirà di rimuovere le parti fradici e ripristinare la salute del legno. A questo punto, passare l’impregnate bianco sulla superficie e lasciare in posa per circa tre ore. Tale operazione può essere ripetuta più volte, in base al tipo di risultato che si vuole ottenere. Al termine della procedura sbiancante, applicare la vernice protettiva trasparente, in modo da proteggere il legno, senza nascondere le venature naturali. Infine, completare il restauro, passando uno strato di cera lucidante sulle travi, per farle luccicare e rendere il soffitto come nuovo. Quando si svolge questo tipo di lavoro, utilizzare sempre guanti e mascherina protettiva, in modo da evitare di inalare i gas rilasciati dai prodotto chimici. Sbiancare le travi in legno può impiegare qualche giorno, in base all’ampiezza del soffitto da trattare.  Se non si è esperti nel fai da te, si può affidare il lavoro a una ditta specializzata che, dopo aver effettuato un attento sopralluogo, stabilirà l’entità dell’intervento da realizzare e il preventivo.

Se si sceglie la seconda opzione, il costo complessivo di tale procedura si aggira intorno ad 16,50 €/mq per due o tre mani di verniciatura.


Vernice impregnante sbiancante: quale scegliere?

Gli impegnanti sono un valido aiuto nella protezione del legno in casa. Essi creano una barriera che impedisce agli sbalzi di temperatura, agli agenti atmosferici e ai microrganismi dannosi di alterare la qualità del materiale, facendolo durare più a lungo nel tempo. In commercio, esistono diverse tipologie di vernici impregnati sbiancanti per le travi in legno, ognuna adatta a scopi differenti. Le più diffuse sono quelle a base d’acqua e a base di solvente.

Gli impregnanti ad acqua si diffondono facilmente sul legno e permettono di eseguire una pennellata più spessa e corposa. Favoriscono la traspirazione del legno e si adattano meglio ai cambiamenti climatici. Invece, gli impregnanti a base di solvente hanno il vantaggio di andare più in profondità nel legno e di sbiancarlo più velocemente, rispetto ad altri prodotti. Tuttavia, sono ricchi di sostanze chimiche organiche che possono emettere fumi potenzialmente nocivi per la salute, durante la procedura di restauro. Gli impregnanti sbiancanti vanno differenziati dalle classiche vernici per il legno. Quest’ultime, infatti, tendono a coprire l’intera superficie, nascondendone le peculiarità, al contrario degli impregnanti che proteggono, preservando l’estetica naturale del legno. Inoltre, le vernici tradizionali si deteriorano più velocemente e hanno una scarsa resistenza agli sbalzi di temperatura. Infine, la loro rimozione risulta più complessa, rispetto agli impregnanti, per i quali non è necessario eliminare il vecchio strato sottostante, prima di applicare una nuova mano di vernice.

Un’ulteriore tipologia di protezione per il legno, è l’impregnante cerato. Si tratta di un prodotto che unisce i benefici dell’impregnante e della finitura. Possiede una consistenza densa che può rendere l’applicazione più complessa, tuttavia permette di completare la procedura di restauro, utilizzando un unico prodotto, anziché due. L’unico difetto di questo tipo di impregnante è che tende a coprire le venature del legno e dunque, non è indicato per chi desidera mantenere un effetto completamente naturale.

Ristruttura il tuo Arredo: tutti i segreti.

Ristrutturare l’arredo già presente in casa con la vernice è un’operazione semplice e divertente che permette di rinnovare lo stile della propria abitazione, in poco tempo e risparmiando. Ricolorare i mobili consente di dargli nuova vita e di renderli sempre attuali, adattandoli alle proprie esigenze. Questa tecnica è l’ideale per rimodernare camerette per bambini e ragazzi e complementi d’arredo antichi. In questo articolo, spiegheremo come riverniciare i mobili e quali sono i vantaggi.

I vantaggi di ristrutturare il tuo arredo

L’acquisto dell’arredo è una scelta importante che può condizionare il benessere della vita quotidiana. Può comportare una spesa onerosa e un notevole impiego di tempo. Nonostante ciò, può capitare che della mobilia comprata in passato, non rispecchi più le nostre esigenze di vita e i nostri gusti attuali. In questo caso, è possibile rimodernare gli ambienti domestici, riverniciando i mobili. Ecco tutti i principali vantaggi di ristrutturare il proprio arredo:

– Soluzione low cost: questo tipo di intervento di rimodernamento è molto economico poiché richiede l’acquisto di attrezzature e materiali facilmente reperibili nei comuni negozi di fai da te, alla portata di tutti;

– Libero sfogo alla creatività: i mobili possono essere personalizzati in base ai propri gusti e necessità, scegliendo autonomamente i dettagli del loro aspetto. Inoltre, ridipingere i mobili è un hobby divertente che permette di dare sfogo alla fantasia e all’immaginazione, da soli oppure in compagnia dei propri figli;

– Stile sempre attuale: riverniciare i mobili consente di cambiarne lo stile ogni volta che si desidera, seguendo le mode del momento. In questo modo, la propria abitazione risulterà sempre attuale e di tendenza;

– Restauro semplice e veloce: questa procedura è molto rapida da eseguire, anche nel tempo libero, e non richiede particolari competenze e abilità per essere portata a termine.

Come riverniciare i mobili

Riverniciare i mobili è la soluzione economica e creativa per ridare una nuova anima alla propria casa. Permette di ottenere arredi unici ed originali, capaci di stupire amici e familiari. Per ridipingere i mobili è necessario munirsi della seguente attrezzatura:

– Carta vetrata a grana fine e spessa;
– Stucco per legno;
– Primer per legno;
– Vernice colorata;
– Vernice trasparente protettiva;
– Pennelli di varie dimensioni;
– Nastro adesivo di carta;
– Guanti e mascherina protettiva;
– Fogli di giornate o lenzuola vecchie;
– Spugna morbida;
– Cacciavite;Tutto l’occorrente può essere acquistato in una ferramenta o in un negozio specializzato in bricolage e vernici. La procedura può richiedere qualche giorno, per questo motivo, si consiglia di effettuarla nel week end. Una volta individuato il mobile su cui intervenire, posizionarlo in un punto isolato della casa, dove poterci lavorare senza rischiare di danneggiare gli altri arredi. Sul pavimento stendere i fogli di giornale o le lenzuola vecchie, in modo da impedire che la vernice macchi le mattonelle. Col cacciavite, rimuovere eventuali maniglie e pomelli presenti sul mobile e riporle momentaneamente in un cassetto. Indossare la mascherina protettiva e i guanti e iniziare a carteggiare la superficie con la carta abrasiva a grana spessa. Una volta che la vecchia copertura sarà stata rimossa, togliere la polvere prodotta, passando una spugna umida sul mobile. In seguito, riempire i solchi e le crepe con lo stucco e lasciare asciugare per alcune ore. Carteggiare nuovamente le zone trattate con lo stucco, usando la carta abrasiva a grana fine.

A questo punto, il mobile è pronto per essere nuovamente verniciato. Per prima cosa, applicare una mano di primer sul legno, in modo da favorire un migliore ancoraggio della vernice sulla superficie. In seguito, procedere con due mani di pittura colorata, avendo cura di attendere qualche ora, tra un passaggio e l’altro. Se si desidera utilizzare colorazioni differenti, in parti diverse del mobile, utilizzare il nastro adesivo per coprire le aree da tinteggiare in un secondo momento. Chi ha particolare dimestichezza col fai da te, può optare per le vernici spray, capaci di ridipingere ampie superfici in pochi minuti. Per dare un tocco creativo all’arredo, si possono utilizzare anche degli stencil e riprodurre dei fantasiosi disegni. Quando il mobile sarà perfettamente asciutto, applicare una mano di vernice trasparente protettiva. Essa ha la funzione di proteggere il colore dalle aggressioni esterne, facendolo rimanere brillante e intenso più a lungo. Al termine del lavoro, rimontare le maniglie e posizionare il mobile in camera.

Ridipingere i mobili con la Chalk Paint

La Chalk Paint è una tecnica pittorica a base di gesso che permette di decorare in modo versatile ed innovativo, ogni tipo di mobile oggetto presente in casa. Ecco le sue caratteristiche:

– Si tratta di una vernice a base d’acqua e gesso, e per questo motivo, risulta molto facile da stendere sulle superfici e semplice da ripulire;

Uno dei vantaggi principali della Chalk Paint è che si adatta ad ogni tipo di superficie, come il legno, il metallo, la plastica, il vetro e persino il tessuto. Dunque, questa tecnica è ideale per trattare mobili e oggetti che presentano elementi in materiali diversi;

– Questa pittura è completamente ecologica, non aggredisce l’ambiente e non emana gas nocivi per la salute, come accade invece con le vernici chimiche;

– Possiede un’alta coprenza e basta una sola passata per verniciare un mobile, donandogli una colorazione piena e brillante;

Un ulteriore vantaggio di questa vernice è che può essere applicata su superfici già colorate, senza bisogno di utilizzare la carta abrasiva; ciò consente di rimodernare i mobili in poco tempo e col minimo della fatica.

Perchè rifare il tetto di casa?

Il tetto è il principale responsabile della sicurezza di un’abitazione. Offre una completa protezione dalle intemperie e dagli sbalzi di temperatura. Inoltre, attutisce i rumori provenienti dall’ambiente esterno. Tutte queste funzionalità, contribuiscono a rendere confortevole la propria casa. Tuttavia, possono venire meno se il tetto è danneggiato, mettendo a repentaglio il benessere dell’intera struttura. Per questo motivo, è fondamentale operare degli interventi di manutenzione periodici sul tetto, in modo da tenerne sotto controllo lo stato di salute. In questo articolo, illustreremo perché rifare il tetto di casa è importante e quando è necessario intervenire.

Cinque buone ragioni per rifare il tetto

Un tetto danneggiato può arrecare molti danni alla casa. Infatti, una copertura lesionata può provocare: erosioni, formazioni di muffa, infiltrazioni piovane, dispersioni termiche e, nei casi molto gravi, persino crolli e cedimenti strutturali. Tutto ciò può mettere a repentaglio la salute di chi abita in casa e peggiorare la qualità della vita. Mantenere un tetto in perfette condizioni, invece, assicura elevate prestazioni di sicurezza e comfort, anche per molti anni. Ecco alcune buone ragioni per rifare il tetto di casa:

– Risparmio energetico: il rifacimento del tetto comporta un miglioramento dell’isolamento acustico e una minore dispersione termica dell’abitazione. Ciò favorisce un minore ricorso a condizionatori e riscaldamenti, ottenendo una diminuzione sui consumi e un basso impatto ambientale;

– Protezione dalle infiltrazioni d’acqua: le lesioni sul tetto possono generare infiltrazioni durante la stagione invernale, causando macchie di muffa e umidità in casa. Un tetto nuovo impedisce che ciò avvenga, proteggendo l’integrità degli interni ed eliminando l’acqua in eccesso;

– Maggiore sicurezza: la stabilità del tetto è un elemento importantissimo per mantenere sicura e stabile una casa. Esso permette all’abitazione di mantenersi strutturalmente integra e protetta negli anni, senza rischiare di andare incontro a crolli pericolosi;

– Incremento del valore dell’abitazione: chi desidera vendere il proprio immobile, può adottare un prezzo di vendita maggiore nel caso in cui abbia recentemente ristrutturato il tetto. Questo tipo di intervento, infatti, rappresenta un’importante miglioria dell’abitazione che ne incrementa il valore complessivo, soprattutto nel caso in cui siano state implementate tecnologie moderne;

– Maggiore comfort in casa: il rifacimento del tetto è fondamentale per mantenere la giusta temperatura in casa. Infatti, garantisce la giusta protezione dal calore in estate e dal freddo in inverno. Inoltre, la copertura offre un buon isolamento dai rumori esterni che possono danneggiare la qualità del sonno e la vita domestica.

Rifare il tetto: l’iter legislativo da seguire

La ristrutturazione del tetto è un intervento complesso che richiede l’esecuzione di un iter specifico per essere realizzato. La Legge, infatti, stabilisce che il lavoro deve essere eseguito da una ditta specializzata, in grado di rilasciare un’adeguata certificazione sulle caratteristiche dell’intervento effettuato. Secondo il comma 1 dell’articolo 3 del Testo Unico sull’Edilizia, se la ristrutturazione del tetto prevede l’uso di materiali già esistenti, questa rientra nei lavori di manutenzione ordinaria; al contrario, se è necessario implementare materiali e tecnologie ex novo, l’intervento è da intendersi come straordinario. In quest’ultimo caso è necessario chiedere uno speciale permesso alla DIA, ovvero l’organo statale di Denuncia di Inizio Attività che fornisce l’autorizzazione per iniziare i lavori. In particolare, è obbligatorio presentare tale documento nei seguenti casi:

– Ripristino di intonaci e tinteggiature esterne, con colorazioni differenti da quelle già esistenti;

– Ristrutturazione totale del tetto a spiovente;

– Rifacimento di cornicioni e tegole;

– Interventi sulle fondamenta dell’immobile;

Interventi sulle parti strutturali di un edificio.

Quando rifare il tetto

Il tetto è una delle componenti fondamentali di un edificio e la sua stabilità ed integrità contribuiscono a renderlo sicuro e confortevole. Nel tempo, il tetto può deteriorarsi e danneggiarsi, venendo meno alla sua funzione di protezione. Affinché una copertura sia considerata sicura, è necessario che possieda i seguenti requisiti:

– Impermeabilità all’acqua: un tetto integro e funzionale risulta completamente impermeabile all’azione degli agenti atmosferici, come la pioggia, la neve e il ghiaccio. Inoltre, favorisce il corretto smaltimento dell’acqua, impedendogli di penetrare nelle fessure e generare umidità;

– Isolamento acustico: quando il tetto è in buono stato, impedisce il passaggio dei rumori molesti, come ad esempio quelli provenienti dai veicoli aerei e dai temporali. Inoltre, nelle palazzine, attutisce i suoni provenienti da un appartamento all’altro;

– Stabilità strutturale: una copertura efficiente assicura una buona stabilità strutturale dell’edificio e resiste alle dilatazioni e vibrazioni, causate dagli sbalzi termici e geologici;

– Azione antigelo: se realizzato correttamente e con materiali all’avanguardia, il tetto è in grado di resistere alle gelate, senza danneggiarsi;

– Resistenza alle aggressioni: una copertura adeguata deve essere progettata per resistere a differenti tipologie di aggressioni esterne, dovute a motivi naturali o artificiali. Solo così può garantire la giusta protezione in casa;

– Resistenza alla corrosione: alcuni fenomeni elettrochimici possono tendere a corrodere il tetto. Per questo motivo, è importante assicurarsi che la propria copertura sia capace di resistere a situazioni.

Quando viene meno anche solo una di queste funzioni, vuol dire che il tetto è danneggiato ed è necessario operare degli interventi di manutenzione. Agire tempestivamente, consente di eseguire lavori più rapidi e meno complessi, in modo da risparmiare tempo e denaro prezioso. Per conoscere lo stato del proprio tetto, è possibile chiedere un sopralluogo ad una ditta specializzata che, attraverso un’analisi approfondita, stabilità quali interventi è consigliabile eseguire.

Quanto costa rifare il tetto

Rifare un tetto comporta un costo che può andare da alcune centinaia di euro, fino ad arrivare anche a cifre molto alte. Infatti, l’entità dell’intervento dipende da molteplici fattori: l’ampiezza della superficie da trattare, la complessità delle problematiche insorte, le caratteristiche strutturali del tetto, l’anno di costruzione e il tipo di lavoro svolto dalla ditta che dovrà eseguire la ristrutturazione. Inoltre, un altro elemento che può far lievitare il costo della riparazione, riguarda la qualità dei materiali che si decide di utilizzare e i marchi acquistati. Ancora, questo tipo di interventi, spesso richiede l’utilizzo di tecnologie e strumenti specifici, come macchinari e ponteggi, che richiedono una spesa supplementare.

In generale, comunque, il prezzo viene calcolato in base al numero di metri quadri dell’abitazione, al quale si aggiungono, poi, il costo della manodopera e dello smaltimento dei materiali provenienti dalla vecchia copertura. Nella maggior parte dei casi, rifare un tetto comporta una spesa onerosa ma inevitabile, per mantenere sicura la propria abitazione. Per l’esecuzione dei lavori è consigliabile affidarsi solo ad aziende serie, operanti nel settore da diverso tempo e con un’esperienza verificabile e dimostrabile. Al contrario, è meglio diffidare dalle ditte che propongono prezzi eccessivamente vantaggiosi e che non forniscono tutte le informazioni necessarie per lo svolgimento del lavoro. Solo così, infatti, si può evitare di andare incontro a spiacevoli conseguenze e ottenere un intervento fatto a regola d’arte.

Devi ripristinare una persiana in legno? Leggi qui!

I serramenti in legno sono infissi molto utilizzati all’interno delle abitazioni storiche. Grazie alla loro estetica elegante e vistosa e alla elevata resistenza alle intemperie, queste persiane possono rimanere integre a lungo e conferire valore all’abitazione. Tuttavia, possiedono un unico difetto, col tempo tendono a deteriorarsi e possono essere aggredite dai tarli. Fortunatamente, è possibile ovviare a questo problema, adottando delle procedure periodiche di manutenzione. Così facendo, gli infissi in legno si mantengono come nuovi, anche dopo molti anni dal loro montaggio. Esistono differenti tipologie di infissi: le persiane e le scuri. Le prime hanno origini arabe e venivano utilizzate nelle finestre, per bloccare i raggi del sole diretti e garantire, ugualmente, una buona illuminazione e la giusta ventilazione della stanza. Per quanto riguarda lo scuro, detto anche antone, ha origini europee e aveva lo scopo di impedire il passaggio dell’aria fredda dall’esterno all’interno e, allo stesso tempo, impedire la dispersione del calore in casa. La tipologia di persiana più comune è quella con le lamelle orientabili che possono direzionare luce e aria nel luogo desiderato. In questo articolo, spiegheremo come ripristinare una persiana in legno, in poche semplici mosse.

Come ristrutturare una persiana in legno

Per ristrutturare una persiana in legno è necessario smontarla e poggiarla su una base abbastanza alta, come ad esempio dei cavalletti, per poterci lavorare in comodità. Inoltre, rivestire il pavimento con dei fogli di giornale o degli stracci inutilizzati, in questo modo non rischierà di sporcarsi e macchiarsi irrimediabilmente.

Per prima cosa, sarà necessario rimuovere la vernice già presente sulla persiana, utilizzando della carta vetrata con grana a 240. Nei casi in cui la vernice risulti particolarmente difficoltosa da eliminare, usare una grana a 150. Strofinarla lunga tutta la superficie smaltata, prestando attenzione a non rovinare il legno sottostante. Procedere fino a completa rimozione della vernice. Una strategia alternativa, consiste nel bruciare con un cannello a gas lo strato di colore vecchio e toglierlo delicatamente con una spatola. Una volta che la superficie in legno sarà nuovamente visibile, ripulirla a fondo per eliminare tutti i residui di polvere. Per farlo, si può usare un aspirapolvere portatile e un panno in microfibra inumidito. In seguito, sarà necessario eliminarne le imperfezioni dalla persiana, levigando la superficie con della cementite specifica per il legno. Questo prodotto può essere applicato con un pennello a setole morbide, lungo tutta la persiana. Una volta che la cementite si sarà asciugata, si può passare alla verniciatura. Ci sono diverse tecniche per ridipingere una persiana, la più veloce consiste nell’usare l’erogatore di vernice a spruzzo, in grado di vaporizzare uno strato sottile di prodotto su tutta la superficie, in pochi minuti. In alternativa, si può usare un comune pennello da pittura.

Il colore utilizzato può essere quello originalmente presente nella persiana oppure uno differente, a seconda dei propri gusti. Una volta che la vernice si sarà completamente asciugata, procedere con la stesura di due mani di vernice protettiva trasparente. Questa procedura consentirà alla pittura di resistere più a lungo alle aggressioni esterne e mantenersi perfettamente intatta nel tempo. Il processo di ripristino ha una durata relativamente breve. In genere, sono necessari un paio di giorni, affinché la persiana risulti completamente asciutta e pronta per essere nuovamente montata. Per questo motivo, si consiglia di effettuare questa procedura, durante i mesi primaverili, in modo che il calore possa favorire un rapido ancoraggio e una veloce e profonda asciugatura delle vernici. I prodotti per ripristinare una persiana in legno possono essere acquistati nei comuni negozi di ferramenta oppure nei grandi magazzini specializzati in prodotti per il fai da te. Si consiglia di scegliere delle vernici di buona qualità, in modo da ottenere una performance professionale, durante la procedura di ristrutturazione. Vernici economiche di scarsa qualità potrebbero risultare poco coprenti e poco durevoli.

Tuttavia, non tutti i serramenti possono essere ripristinati. Quelli che presentano zone marce particolarmente estese, non posso essere ripristinati e, per questo, richiedono la sostituzione dell’intero infisso. La manutenzione delle persiane in legno va effettuata ogni due anni. In questo modo, si mantengono sempre belle e intatte. Per quanto riguarda il costo della ristrutturazione degli infissi in legno, può variare in base alla gravità della situazione e alla complessità delle procedure di ripristino da mettere in atto. Se non si ha molta dimestichezza con il fai da te, si può richiedere l’intervento di una ditta specializzata che, in seguito ad un sopralluogo gratuito, effettuerà un’analisi della fattibilità del lavoro e un preventivo.

Ristrutturare i serramenti antichi in legno

Chi possiede in casa dei serramenti antichi in legno non può rinunciare a ristrutturarli periodicamente, al fine di mantenere il loro fascino originale. Se la patina sopra la superficie della persiana antica appare molto rovinata, si può ripristinare con una procedura di decapaggio. Essa serve ad eliminare le tracce di sporco e la vernice, senza la necessità di intervenire direttamente sulla superficie con prodotti abrasivi, potenzialmente dannosi. Una volta eliminata la finitura vecchia, il legno appare nudo e pronto per un nuovo trattamento. Se si desidera mantenere a vista la superficie grezza, si può usare una finitura in gommalacca e cera d’api che protegge il legno e gli dona brillantezza. In alternativa, la persiana può essere trattata con delle vernici a base d’acqua, specifiche per il legno antico o procedere con una lucidatura a tampone. Qualunque sia la tecnica scelta, precedentemente, applicare sempre un primer con caratteristiche antitarlo, così da non rischiare di trovare la persiana danneggiata tra un processo di manutenzione e l’altro.