Perchè rifare il tetto di casa?

Il tetto è il principale responsabile della sicurezza di un’abitazione. Offre una completa protezione dalle intemperie e dagli sbalzi di temperatura. Inoltre, attutisce i rumori provenienti dall’ambiente esterno. Tutte queste funzionalità, contribuiscono a rendere confortevole la propria casa. Tuttavia, possono venire meno se il tetto è danneggiato, mettendo a repentaglio il benessere dell’intera struttura. Per questo motivo, è fondamentale operare degli interventi di manutenzione periodici sul tetto, in modo da tenerne sotto controllo lo stato di salute. In questo articolo, illustreremo perché rifare il tetto di casa è importante e quando è necessario intervenire.

Cinque buone ragioni per rifare il tetto

Un tetto danneggiato può arrecare molti danni alla casa. Infatti, una copertura lesionata può provocare: erosioni, formazioni di muffa, infiltrazioni piovane, dispersioni termiche e, nei casi molto gravi, persino crolli e cedimenti strutturali. Tutto ciò può mettere a repentaglio la salute di chi abita in casa e peggiorare la qualità della vita. Mantenere un tetto in perfette condizioni, invece, assicura elevate prestazioni di sicurezza e comfort, anche per molti anni. Ecco alcune buone ragioni per rifare il tetto di casa:

– Risparmio energetico: il rifacimento del tetto comporta un miglioramento dell’isolamento acustico e una minore dispersione termica dell’abitazione. Ciò favorisce un minore ricorso a condizionatori e riscaldamenti, ottenendo una diminuzione sui consumi e un basso impatto ambientale;

– Protezione dalle infiltrazioni d’acqua: le lesioni sul tetto possono generare infiltrazioni durante la stagione invernale, causando macchie di muffa e umidità in casa. Un tetto nuovo impedisce che ciò avvenga, proteggendo l’integrità degli interni ed eliminando l’acqua in eccesso;

– Maggiore sicurezza: la stabilità del tetto è un elemento importantissimo per mantenere sicura e stabile una casa. Esso permette all’abitazione di mantenersi strutturalmente integra e protetta negli anni, senza rischiare di andare incontro a crolli pericolosi;

– Incremento del valore dell’abitazione: chi desidera vendere il proprio immobile, può adottare un prezzo di vendita maggiore nel caso in cui abbia recentemente ristrutturato il tetto. Questo tipo di intervento, infatti, rappresenta un’importante miglioria dell’abitazione che ne incrementa il valore complessivo, soprattutto nel caso in cui siano state implementate tecnologie moderne;

– Maggiore comfort in casa: il rifacimento del tetto è fondamentale per mantenere la giusta temperatura in casa. Infatti, garantisce la giusta protezione dal calore in estate e dal freddo in inverno. Inoltre, la copertura offre un buon isolamento dai rumori esterni che possono danneggiare la qualità del sonno e la vita domestica.

Rifare il tetto: l’iter legislativo da seguire

La ristrutturazione del tetto è un intervento complesso che richiede l’esecuzione di un iter specifico per essere realizzato. La Legge, infatti, stabilisce che il lavoro deve essere eseguito da una ditta specializzata, in grado di rilasciare un’adeguata certificazione sulle caratteristiche dell’intervento effettuato. Secondo il comma 1 dell’articolo 3 del Testo Unico sull’Edilizia, se la ristrutturazione del tetto prevede l’uso di materiali già esistenti, questa rientra nei lavori di manutenzione ordinaria; al contrario, se è necessario implementare materiali e tecnologie ex novo, l’intervento è da intendersi come straordinario. In quest’ultimo caso è necessario chiedere uno speciale permesso alla DIA, ovvero l’organo statale di Denuncia di Inizio Attività che fornisce l’autorizzazione per iniziare i lavori. In particolare, è obbligatorio presentare tale documento nei seguenti casi:

– Ripristino di intonaci e tinteggiature esterne, con colorazioni differenti da quelle già esistenti;

– Ristrutturazione totale del tetto a spiovente;

– Rifacimento di cornicioni e tegole;

– Interventi sulle fondamenta dell’immobile;

Interventi sulle parti strutturali di un edificio.

Quando rifare il tetto

Il tetto è una delle componenti fondamentali di un edificio e la sua stabilità ed integrità contribuiscono a renderlo sicuro e confortevole. Nel tempo, il tetto può deteriorarsi e danneggiarsi, venendo meno alla sua funzione di protezione. Affinché una copertura sia considerata sicura, è necessario che possieda i seguenti requisiti:

– Impermeabilità all’acqua: un tetto integro e funzionale risulta completamente impermeabile all’azione degli agenti atmosferici, come la pioggia, la neve e il ghiaccio. Inoltre, favorisce il corretto smaltimento dell’acqua, impedendogli di penetrare nelle fessure e generare umidità;

– Isolamento acustico: quando il tetto è in buono stato, impedisce il passaggio dei rumori molesti, come ad esempio quelli provenienti dai veicoli aerei e dai temporali. Inoltre, nelle palazzine, attutisce i suoni provenienti da un appartamento all’altro;

– Stabilità strutturale: una copertura efficiente assicura una buona stabilità strutturale dell’edificio e resiste alle dilatazioni e vibrazioni, causate dagli sbalzi termici e geologici;

– Azione antigelo: se realizzato correttamente e con materiali all’avanguardia, il tetto è in grado di resistere alle gelate, senza danneggiarsi;

– Resistenza alle aggressioni: una copertura adeguata deve essere progettata per resistere a differenti tipologie di aggressioni esterne, dovute a motivi naturali o artificiali. Solo così può garantire la giusta protezione in casa;

– Resistenza alla corrosione: alcuni fenomeni elettrochimici possono tendere a corrodere il tetto. Per questo motivo, è importante assicurarsi che la propria copertura sia capace di resistere a situazioni.

Quando viene meno anche solo una di queste funzioni, vuol dire che il tetto è danneggiato ed è necessario operare degli interventi di manutenzione. Agire tempestivamente, consente di eseguire lavori più rapidi e meno complessi, in modo da risparmiare tempo e denaro prezioso. Per conoscere lo stato del proprio tetto, è possibile chiedere un sopralluogo ad una ditta specializzata che, attraverso un’analisi approfondita, stabilità quali interventi è consigliabile eseguire.

Quanto costa rifare il tetto

Rifare un tetto comporta un costo che può andare da alcune centinaia di euro, fino ad arrivare anche a cifre molto alte. Infatti, l’entità dell’intervento dipende da molteplici fattori: l’ampiezza della superficie da trattare, la complessità delle problematiche insorte, le caratteristiche strutturali del tetto, l’anno di costruzione e il tipo di lavoro svolto dalla ditta che dovrà eseguire la ristrutturazione. Inoltre, un altro elemento che può far lievitare il costo della riparazione, riguarda la qualità dei materiali che si decide di utilizzare e i marchi acquistati. Ancora, questo tipo di interventi, spesso richiede l’utilizzo di tecnologie e strumenti specifici, come macchinari e ponteggi, che richiedono una spesa supplementare.

In generale, comunque, il prezzo viene calcolato in base al numero di metri quadri dell’abitazione, al quale si aggiungono, poi, il costo della manodopera e dello smaltimento dei materiali provenienti dalla vecchia copertura. Nella maggior parte dei casi, rifare un tetto comporta una spesa onerosa ma inevitabile, per mantenere sicura la propria abitazione. Per l’esecuzione dei lavori è consigliabile affidarsi solo ad aziende serie, operanti nel settore da diverso tempo e con un’esperienza verificabile e dimostrabile. Al contrario, è meglio diffidare dalle ditte che propongono prezzi eccessivamente vantaggiosi e che non forniscono tutte le informazioni necessarie per lo svolgimento del lavoro. Solo così, infatti, si può evitare di andare incontro a spiacevoli conseguenze e ottenere un intervento fatto a regola d’arte.

Sono il figlio del primo imbianchino 2.0 in Italia: ovviamente ho dato una mano 🙂

Il successo di mio padre nasce anche grazie alla mia esperienza di lavoro come specialista di web marketing: dopo aver seguito numerosi progetti on-line nel settore e aver studiato da autodidatta, ho deciso nel gennaio 2012 di aprire un blog: mulfarimbianchino.com.

Questo blog conta ora più di 120.000 visite da tutto il mondo e un eccellente conversione in termini di clienti acquisiti.

Devi ripristinare una persiana in legno? Leggi qui!

I serramenti in legno sono infissi molto utilizzati all’interno delle abitazioni storiche. Grazie alla loro estetica elegante e vistosa e alla elevata resistenza alle intemperie, queste persiane possono rimanere integre a lungo e conferire valore all’abitazione. Tuttavia, possiedono un unico difetto, col tempo tendono a deteriorarsi e possono essere aggredite dai tarli. Fortunatamente, è possibile ovviare a questo problema, adottando delle procedure periodiche di manutenzione. Così facendo, gli infissi in legno si mantengono come nuovi, anche dopo molti anni dal loro montaggio. Esistono differenti tipologie di infissi: le persiane e le scuri. Le prime hanno origini arabe e venivano utilizzate nelle finestre, per bloccare i raggi del sole diretti e garantire, ugualmente, una buona illuminazione e la giusta ventilazione della stanza. Per quanto riguarda lo scuro, detto anche antone, ha origini europee e aveva lo scopo di impedire il passaggio dell’aria fredda dall’esterno all’interno e, allo stesso tempo, impedire la dispersione del calore in casa. La tipologia di persiana più comune è quella con le lamelle orientabili che possono direzionare luce e aria nel luogo desiderato. In questo articolo, spiegheremo come ripristinare una persiana in legno, in poche semplici mosse.

Come ristrutturare una persiana in legno

Per ristrutturare una persiana in legno è necessario smontarla e poggiarla su una base abbastanza alta, come ad esempio dei cavalletti, per poterci lavorare in comodità. Inoltre, rivestire il pavimento con dei fogli di giornale o degli stracci inutilizzati, in questo modo non rischierà di sporcarsi e macchiarsi irrimediabilmente.

Per prima cosa, sarà necessario rimuovere la vernice già presente sulla persiana, utilizzando della carta vetrata con grana a 240. Nei casi in cui la vernice risulti particolarmente difficoltosa da eliminare, usare una grana a 150. Strofinarla lunga tutta la superficie smaltata, prestando attenzione a non rovinare il legno sottostante. Procedere fino a completa rimozione della vernice. Una strategia alternativa, consiste nel bruciare con un cannello a gas lo strato di colore vecchio e toglierlo delicatamente con una spatola. Una volta che la superficie in legno sarà nuovamente visibile, ripulirla a fondo per eliminare tutti i residui di polvere. Per farlo, si può usare un aspirapolvere portatile e un panno in microfibra inumidito. In seguito, sarà necessario eliminarne le imperfezioni dalla persiana, levigando la superficie con della cementite specifica per il legno. Questo prodotto può essere applicato con un pennello a setole morbide, lungo tutta la persiana. Una volta che la cementite si sarà asciugata, si può passare alla verniciatura. Ci sono diverse tecniche per ridipingere una persiana, la più veloce consiste nell’usare l’erogatore di vernice a spruzzo, in grado di vaporizzare uno strato sottile di prodotto su tutta la superficie, in pochi minuti. In alternativa, si può usare un comune pennello da pittura.

Il colore utilizzato può essere quello originalmente presente nella persiana oppure uno differente, a seconda dei propri gusti. Una volta che la vernice si sarà completamente asciugata, procedere con la stesura di due mani di vernice protettiva trasparente. Questa procedura consentirà alla pittura di resistere più a lungo alle aggressioni esterne e mantenersi perfettamente intatta nel tempo. Il processo di ripristino ha una durata relativamente breve. In genere, sono necessari un paio di giorni, affinché la persiana risulti completamente asciutta e pronta per essere nuovamente montata. Per questo motivo, si consiglia di effettuare questa procedura, durante i mesi primaverili, in modo che il calore possa favorire un rapido ancoraggio e una veloce e profonda asciugatura delle vernici. I prodotti per ripristinare una persiana in legno possono essere acquistati nei comuni negozi di ferramenta oppure nei grandi magazzini specializzati in prodotti per il fai da te. Si consiglia di scegliere delle vernici di buona qualità, in modo da ottenere una performance professionale, durante la procedura di ristrutturazione. Vernici economiche di scarsa qualità potrebbero risultare poco coprenti e poco durevoli.

Tuttavia, non tutti i serramenti possono essere ripristinati. Quelli che presentano zone marce particolarmente estese, non posso essere ripristinati e, per questo, richiedono la sostituzione dell’intero infisso. La manutenzione delle persiane in legno va effettuata ogni due anni. In questo modo, si mantengono sempre belle e intatte. Per quanto riguarda il costo della ristrutturazione degli infissi in legno, può variare in base alla gravità della situazione e alla complessità delle procedure di ripristino da mettere in atto. Se non si ha molta dimestichezza con il fai da te, si può richiedere l’intervento di una ditta specializzata che, in seguito ad un sopralluogo gratuito, effettuerà un’analisi della fattibilità del lavoro e un preventivo.

Ristrutturare i serramenti antichi in legno

Chi possiede in casa dei serramenti antichi in legno non può rinunciare a ristrutturarli periodicamente, al fine di mantenere il loro fascino originale. Se la patina sopra la superficie della persiana antica appare molto rovinata, si può ripristinare con una procedura di decapaggio. Essa serve ad eliminare le tracce di sporco e la vernice, senza la necessità di intervenire direttamente sulla superficie con prodotti abrasivi, potenzialmente dannosi. Una volta eliminata la finitura vecchia, il legno appare nudo e pronto per un nuovo trattamento. Se si desidera mantenere a vista la superficie grezza, si può usare una finitura in gommalacca e cera d’api che protegge il legno e gli dona brillantezza. In alternativa, la persiana può essere trattata con delle vernici a base d’acqua, specifiche per il legno antico o procedere con una lucidatura a tampone. Qualunque sia la tecnica scelta, precedentemente, applicare sempre un primer con caratteristiche antitarlo, così da non rischiare di trovare la persiana danneggiata tra un processo di manutenzione e l’altro.

Sono il figlio del primo imbianchino 2.0 in Italia: ovviamente ho dato una mano 🙂

Il successo di mio padre nasce anche grazie alla mia esperienza di lavoro come specialista di web marketing: dopo aver seguito numerosi progetti on-line nel settore e aver studiato da autodidatta, ho deciso nel gennaio 2012 di aprire un blog: mulfarimbianchino.com.

Questo blog conta ora più di 120.000 visite da tutto il mondo e un eccellente conversione in termini di clienti acquisiti.

Ripristinare una facciata esterna? La guida definitiva.

Ripristinare la facciata esterna della propria abitazione è utile per diverse ragioni: serve a migliorare l’estetica e il valore dell’edificio, ne incrementa la sicurezza e previene infiltrazioni d’acqua, responsabili della formazione di muffa e umidità all’interno dell’abitazione. La problematica più frequente che colpisce la facciata esterna riguarda lo scrostamento dell’intonaco, dovuto alle sollecitazioni degli sbalzi termici e degli agenti atmosferici. In questo caso, è possibile intervenire efficacemente sui muri esterni, rigenerando le parti mancanti e restituendogli la sua originaria bellezza ed integrità. In questo articolo, troverai una guida su come ristrutturare una facciata esterna, in modo rapido ed economico.

Ripristinare l’intonaco della facciata esterna

Ristrutturare la facciata esterna di un edificio può essere una procedura complessa e richiedere abilità e competenze specifiche, in campo edilizio. La difficoltà d’esecuzione dell’intervento dipendono dalla quantità e dalla complessità dei danni da riparare e dalle tecniche da impiegare. Se si decide di effettuare la ristrutturazione in modo autonomo, senza richiedere l’intervento di una ditta esperta, sarà fondamentale possedere una buona manualità e disporre di materiali e attrezzature professionali, al fine di poter realizzare un lavoro a regola d’arte. Ecco gli oggetti di cui avrai bisogno per ripristinare l’intonato della facciata:

– Sacchi di cemento e calce, per esterni;
Sabbia edile;
– Stucco in polvere;
– Acqua;
– Finitura per esterni;
– Spazzola in metallo;
– Frattazzo;
– Spatola;
– Spugna morbida;
– Cazzuola;
– Martello e scalpello;
– Carta vetrata di differenti tipologie;
– Rullo e pennelli;
– Pittura per esterni;
– Guanti, occhiali ed elmetto protettivo;
– Tuta impermeabile protettiva.

Per prima cosa, bisognerà indossare le protezioni, in modo da lavorare in completa sicurezza, senza rischiare di andare incontro ad infortuni. In seguito, effettuare un’analisi dettagliata delle problematiche dei muri e delle caratteristiche dell’intonaco danneggiato. Una volta individuate le aree su cui intervenire, col martello e lo scalpello, staccare le parti di intonaco lesionate o fragili, che stanno per disancorarsi dalla superficie. Una volta che la facciata risulterà nuda, rimuovere la polvere ed eventuali irregolarità con una spazzola dentata in metallo. É fondamentale eliminare tutto il materiale che tende a sfarinarsi facilmente e a cadere poiché può ostacolare la procedura di ripristino dell’intonaco.

Una volta che le zone trattate risulteranno pulite e levigate, bisognerà riempirle con un impasto a base di cemento, calce, sabbia e acqua. Prima di procedere, inumidire le parti nude con una spugna bagnata, in modo da permettere all’impasto di fissarsi meglio. A questo punto, utilizza il frattazzo bagnato per spianare la superficie e allinearla con l’intonaco vecchio ancora intatto, presente intorno alla zona danneggiata. Dopo la fase di posatura e spianatura del materiale di riempimento, mantenere la zona trattata bagnata per circa due ore, vaporizzando dell’acqua con un erogatore spray. Ciò impedirà al composto di seccarsi troppo rapidamente e formare crepe.

Una volta che l’impasto a base di cemento si sarà solidificato del tutto, si può procedere all’operazione di carteggiatura. Essa serve a levigare i muri e ad uniformare la superficie nuova con quella già esistente. Dunque, utilizzare la carta vetrata a grana spessa, per le zone più dure e disomogenee, e quella a grana fine per le aree più sottili. A questo punto, rimuovere la polvere con una spugna bagnata e applicare uno strato di finitura per esterni. Una volta che anche questa operazione sarà conclusa e le pareti risulteranno asciutte, si potrà procedere infine con la tinteggiatura. Per la facciata esterna, è preferibile scegliere una pittura traspirante con caratteristiche anticondensa e antimuffa, in modo da renderla più resistente all’azione delle intemperie.

Ristrutturare la facciata esterna: intervenire sulle crepe

Una problematica frequente che colpisce le facciate degli immobili riguarda la formazione di crepe. Esse sono dovute principalmente agli sbalzi di temperatura e ai micromovimenti e alle vibrazioni del suolo. Inoltre, possono dipendere anche dalla qualità dei materiali utilizzati in fase di costruzione che possono perdere aderenza, dopo alcuni anni. Riparare le crepe è molto importante poiché, a lungo andare, possono creare problemi di sicurezza in casa. Infatti, le crepe possono essere causa di infiltrazioni d’acqua e umidità. Possono indebolire i muri e, in casi estremamente gravi, provocare crolli. Intervenire in modo tempestivo sulla problematica è fondamentale per impedire alle lesioni di estendersi e diventare più complesse e costose da trattare. Per riparare le crepe, sarà necessario munirsi della seguente attrezzatura:

– Gesso in polvere;
– Cemento e calce;
– Acqua;
– Spazzola in metallo;
– Carta abrasiva;
– Martello e scalpello;
– Cazzuola;
– Frattazzo.

Il primo passo da compiere consiste nell’eliminare ogni traccia di materiale che tende a staccarsi facilmente intorno alla crepa. Rimuovere tutti i residui utilizzando la spazzola di ferro, lo scalpello e il martello. In seguito, se la crepa risulta profonda, allargarla leggermente, picchiettandone la superficie. Ciò consentirà di riempirla in modo efficace ed impedire che si riformi col tempo. A questo punto, ripulire la zona dalla polvere, usando una spugna bagnata oppure un pennello umido. Preparare il composto a base di cemento, calce e acqua e, aiutandosi con una spatola, riempire la crepa e lasciarla asciugare. Successivamente, livellare la superficie con l’utilizzo del frattazzo inumidito.

Quando la crepa riempita sarà completamente asciutta e spianata, bisognerà procedere con la carteggiatura, in modo da levigarla e rendere la zona omogenea col resto della facciata. A questo punto, si può applicare un sottile strato di gesso sulla parte trattata, in modo da favorire un migliore ancoraggio della vernice, durante la tinteggiatura. Con questa semplice procedura è possibile trattare la maggior parte delle crepe presenti sulla facciata. Tuttavia, in presenza di lesioni profonde e gravi, è consigliabile richiedere la perizia di una ditta specializzata e ottenere una valutazione professionale sulla stabilità dei muri e sui lavori da eseguire. Infatti, seppure il fai da te risulti più vantaggioso dal punto di vista economico, non è indicato in situazioni particolarmente gravose, dove l’intervento di uno specialista è fondamentale per la messa in sicurezza dell’intero edificio.

Sono il figlio del primo imbianchino 2.0 in Italia: ovviamente ho dato una mano 🙂

Il successo di mio padre nasce anche grazie alla mia esperienza di lavoro come specialista di web marketing: dopo aver seguito numerosi progetti on-line nel settore e aver studiato da autodidatta, ho deciso nel gennaio 2012 di aprire un blog: mulfarimbianchino.com.

Questo blog conta ora più di 120.000 visite da tutto il mondo e un eccellente conversione in termini di clienti acquisiti.

Vernice termica? Tutti i segreti!

L’isolamento termico della casa offre molte opportunità di risparmio, durante tutto il corso dell’anno. Permette di trattenere il calore in inverno, limitando l’utilizzo dei riscaldamenti, mentre in estate impedisce ai raggi solari di filtrare attraverso le mura, mantenendo fresco l’ambiente più a lungo. Per isolare la propria abitazione, si può usare la vernice termica. Si tratta di una speciale pittura che impedisce la dispersione termica attraverso le pareti, aumentando il comfort domestico. In questo articolo, troverai una guida su cos’è la vernice termica e i suoi vantaggi.

Cos’è la vernice termica

La vernice termica è un prodotto specifico per il trattamento isolante dei muri. É caratterizzato da microsfere in ceramica o vetro e speciali resine sintetiche e acriliche che impediscono la dispersione del calore in casa. Infatti, questa vernice crea una barriera che protegge i muri dall’azione degli agenti atmosferici e dagli sbalzi di temperatura. Inoltre, impedisce la formazione di muffa e condense. Grazie a questo tipo di pittura, le pareti acquisiscono proprietà isolanti che evitano che il riflesso dei raggi infrarossi le oltrepassi, alterando la temperatura dell’ambiente. In generale, possiamo dire che la vernice termica agisce sulla conduttività dei materiali e ne migliora le prestazioni.

In commercio, sono disponibili diverse tipologie di vernici termiche, adatte per differenti esigenze e in tante colorazioni moderne. Nonostante ciò, questo tipo di pittura è ancora poco conosciuta tra la gente comune e, per questo, utilizzata principalmente in ambiente edile e residenziale. Viene impiegata soprattutto in prossimità di pilasti e colonne portanti e in strutture particolarmente esposte all’umidità. Può essere applicata sia negli interni delle abitazioni private sia nelle facciate esterne di case e strutture commerciali.

I vantaggi della vernice termica

La vernice termica può essere un valido aiuto, per migliorare le prestazioni energetiche della propria abitazione e risparmiare sui consumi elettrici, in inverno e d’estate. Ecco tutti i vantaggi della pittura termica:

– Isolamento termico: secondo i produttori di queste vernici termiche, una loro applicazione sulle pareti domestiche può riflettere fino al 90% dei raggi solari provenienti dall’esterno, riducendo notevolmente il riscaldamento dell’abitazione in estate. Ciò vuol dire ottenere una differenza di temperatura di ben 4 gradi, tra l’interno e l’esterno, decisamente vantaggiosa, non solo durante la bella stagione, ma anche in inverno. Infatti, la vernice termica impedisce il rilascio di calore fuori dall’abitazione, mantenendola calda più a lungo. Se associata all’installazione di infissi adeguati e ad ulteriori interventi di isolamento sulle pareti, questa vernice contribuisce a mantenere l’ambiente fresco o caldo, a seconda del periodo in cui ci si trova, senza la necessità di usare sistemi di condizionamento termico;

– Antimuffa: proteggendo i muri dagli sbalzi termici, la vernice termica impedisce all’umidità di penetrare e causare la proliferazione di microrganismi nocivi, come la muffa. Così facendo, non è più necessario utilizzare rimedi chimici per rimuovere le muffe e i muri rimangono puliti molto a lungo;

– Anticondensa: la condensa è uno dei principali responsabili del danneggiamento dell’intonaco sulle pareti. Essa, infatti, provoca, lo scrostamento delle vernici, richiedendo interventi professionali per ripristinare l’estetica dei muri. Grazie alla vernice termoisolante, tale fenomeno viene arginato senza fatica e senza la necessità di richiedere interventi di manutenzione durante l’anno;

– Risparmio energetico
: l’utilizzo della vernice termica può portare a risparmiare sui consumi abituali fino al 30%. Infatti, evitando la dispersione di calore, fa in modo che la temperatura dell’ambiente domestico risulti sempre ottimale. Così facendo, si minimizza l’uso di condizionatori e riscaldamenti durante l’anno, responsabili di sprechi energetici e alti costi in bolletta. Un ulteriore risparmio, è dato dalla possibilità di detrarre dalle tasse, gli interventi effettuati con la pittura termica;

– Rispetta l’ambiente: grazie a questo prodotto, si limita l’uso dei riscaldamenti e, quindi, lo spreco di risorse energetiche importanti. Ciò produce un basso impatto ambientale, rispettando la natura. Per queste ragioni, la vernice termica può essere considerata un prodotto ecosostenibile;

– Facilità e versatilità d’uso
: la pittura termoisolante può essere applicata per ogni ambiente e parte della casa. Può isolare sia le pareti interne sia le facciate esterne degli immobili. Si stende facilmente con le comuni attrezzature impiegate per imbiancare la casa, come il rullo e il pennello, senza comportare particolari difficoltà. Per questo motivo, può essere usata anche dai meno esperti in fai da te;

– Altamente reperibile
: questo prodotto si può trovare facilmente in commercio ed essere acquistato presso i negozi specializzati in forniture edili e vernici. Se ne possono trovare di molti marchi e costi differenti, in base alle quantità acquistate e alla qualità della vernice;

– Varietà di colorazion
i: la vernice termica si può trovare in tantissime colorazioni differenti. Oltre ai classici colori neutri, come il bianco, l’avorio, il beige e il grigio, sono disponibili anche tinte moderne e vivaci. In questo modo, è possibile decorare le pareti della propria casa, prendendosene cura e senza rinunciare ad un tocco personale.

La vernice termica è sicuramente un ottimo strumento per migliorare la qualità delle prestazioni energetiche della propria casa. Tuttavia, non può sostituirsi ad altri importanti interventi di isolamento termico, necessari in casa per mantenere un corretto ambiente climatico. Dunque, tale pittura è da intendersi principalmente come un prodotto in grado di migliorare le prestazioni termoisolanti di un abitazione, già dotata delle giuste precauzioni, come infissi moderni e funzionali e applicazione di materiali murari isolanti.

Costi della vernice termica

Il prezzo della vernice termoisolante varia in base alla marca acquistata e al formato scelto. In genere, ha un costo che può andare dai 3 euro a metro quadro, fino ad arrivare ad un massimo di 12 euro. In ogni confezione di vernice sono riportate delle etichette che ne descrivono le caratteristiche e le performance ottenibili. Inoltre, vengono fornite informazioni utili sulla loro applicazione e durata nel tempo. Questo prodotto rientra tra gli interventi di ristrutturazione energetica per i quali è possibile chiedere e ottenere le detrazioni fiscali. Si può ricevere fino al 50% di agevolazioni sulle tasse per le ristrutturazioni di edifici ed immobili, come ad esempio le abitazioni private. Questa percentuale può aumentare fino al 65%, se si effettuano ulteriori migliorie energetiche in casa e rispettano i parametri richiesti dalla normativa vigente. Grazie a queste nuove tecnologie in campo edile, oggi è possibile prendersi cura della propria abitazione, rispettando l’ambiente e con un occhio attento al risparmio a medio e lungo termine.

Sono il figlio del primo imbianchino 2.0 in Italia: ovviamente ho dato una mano 🙂

Il successo di mio padre nasce anche grazie alla mia esperienza di lavoro come specialista di web marketing: dopo aver seguito numerosi progetti on-line nel settore e aver studiato da autodidatta, ho deciso nel gennaio 2012 di aprire un blog: mulfarimbianchino.com.

Questo blog conta ora più di 120.000 visite da tutto il mondo e un eccellente conversione in termini di clienti acquisiti.

Vernice lavabile: come applicarla, dove comprarla e come pulirla.

I muri di casa sono spesso soggetti a formazioni di sporco e macchie, lasciate dagli schizzi di cibo e liquidi, da urti e pedate accidentali, da aloni e molto altro. Ridipingere le pareti di casa con la pittura lavabile è la soluzione ideale per mantenerli sempre puliti e in perfette condizioni, soprattutto in presenza di bambini e animali. In questo articolo, spiegheremo cos’è la vernice lavabile e come utilizzarla.

Cos’è la vernice lavabile

La vernice lavabile è una speciale pittura con proprietà idrorepellenti che gli permettono di resistere all’azione corrosiva dell’acqua. In questo modo, è possibile ripulire le superfici murarie dalla presenza di macchie e incrostazioni, semplicemente utilizzando un panno umido e senza alterare la colorazione. Inoltre, la pittura lavabile protegge i muri dalla condensa, preservandone l’estetica e la funzionalità negli anni. Si tratta di un prodotto igienizzante che impedisce la proliferazione di muffe e agenti batterici, anche in presenza di umidità. La vernice lavabile è molto versatile, si adatta bene ad ogni tipo di intonaco e può essere applicata anche su pareti già precedentemente verniciate. Può essere acquistata in tante varianti di colore, dalle tinte neutre a quelle intense e vivaci.

In genere, ogni litro di prodotto può coprire una superficie fino a 5 metri, mentre per una maggiore coprenza, è necessario utilizzare due mani di colore. Per essere stesa, questo tipo di pittura deve essere diluita con l’acqua. In questo modo, acquisisce una consistenza morbida e fluida che può essere prelevata con un pennello a setole morbide o con un rullo tradizionale. I tempi di asciugatura sono medi e permettono un’imbancatura veloce della casa. Infine, la temperatura ideale per favorire il corretto ancoraggio della pittura lavabile sui muri deve oscillare tra i 10 gradi e i 30 gradi. Il periodo migliore per imbiancare, quindi, è la primavera, quando l’aria non è particolarmente umida o secca, a causa del calore.

Dove applicare la vernice lavabile in casa

La vernice idrorepellente si può applicare in diversi ambienti della casa ed è indicata soprattutto per rinnovare lo stile del bagno e della cucina. Si tratta di stanze soggette all’umidità e alle infiltrazioni d’acqua, per questo motivo, possono presentare tracce di muffa negli angoli e condense. Grazie alla vernice lavabile, le pareti si mantengono in perfette condizioni per molto tempo, senza necessità di essere ritoccate. In cucina, la pittura lavabile è indicata soprattutto in prossimità dei fornelli e del lavello. Infatti, queste aree sono spesso soggette all’aggressione di residui di cibo, spruzzi di liquidi e fumi di cottura che danneggiano i muri, alterandone il colore e la qualità della superficie. Questo tipo di vernice consente di rimuovere le macchie senza fatica e senza necessità di strofinare, lasciando le pareti come nuove, anche dopo molti anni. In bagno, invece, la pittura idrorepellente può essere usata per proteggere le aree prive di mattonelle e la zona della doccia. Si tratta di zone umide che, se non adeguatamente protette, possono andare incontro a formazioni batteriche nocive per la salute. Inoltre, la pittura lavabile possiede un elevato potere coprente, ideale nel caso in cui si vogliano rimuovere macchie vecchie o sostituire colorazioni precedenti molto accese.

Come pulire la vernice lavabile

Mantenere le pareti pulite richiede attenzione durante la vita quotidiana e un’igiene periodica. Ciò serve a rimuovere, non solo lo sporco evidente, ma anche la polvere che si accumula naturalmente sui muri. Per pulire la vernice lavabile, la prima cosa da fare consiste nel rimuovere la fuliggine con un aspirapolvere e poi procedere con un panno in microfibra, inumidito con acqua calda e un goccio di sapone neutro, per l’eliminazione delle macchie. Non utilizzare detergenti aggressivi poiché potrebbero rimuovere la pittura. Per sicurezza, applicare un pò di prodotto in un angolo nascosto, prima di eseguire la pulizia dell’intera parete. Per gli angoli più piccoli e difficili da raggiungere, si può utilizzare uno spazzolino. Una volta igienizzati i muri, asciugarli con uno straccio asciutto in cotone, in modo da non rilasciare pelucchi sulla superficie e rimuovere efficacemente ogni traccia d’umido. Non usare spugne abrasive poiché potrebbero rovinare la superficie. Inoltre, la pittura lavabile consente di eliminare anche i segni lasciati dallo sfregamento di mobili e oggetti, utilizzando una comune gomma cancellabile. Con questi piccoli accorgimenti, il colore sulle pareti si preserva a lungo, rimandando la necessità di rimbiancare.

Dove acquistare la vernice lavabile e quanto costa

La vernice lavabile è molto facile da reperire. Viene venduta nei negozi di hobbistica, nelle ferramenta e nei negozi di fai da te e prodotti per l’edilizia. Si trova in formati differenti, con un contenuto che oscilla tra i 2 e i 15 litri di prodotto. Il costo della vernice lavabile è di circa 5 euro al litro e può variare in base alla marca prescelta. La versione di questa pittura più diffusa è disponibile nella colorazione bianca. Tuttavia, può essere tinta utilizzando le boccette di colore liquido e ottenere tinte personalizzate. In alternativa, spendendo un pò di più, è possibile acquistare della vernice idrorepellente già colorata e diluita, pronta per l’uso.

Sono il figlio del primo imbianchino 2.0 in Italia: ovviamente ho dato una mano 🙂

Il successo di mio padre nasce anche grazie alla mia esperienza di lavoro come specialista di web marketing: dopo aver seguito numerosi progetti on-line nel settore e aver studiato da autodidatta, ho deciso nel gennaio 2012 di aprire un blog: mulfarimbianchino.com.

Questo blog conta ora più di 120.000 visite da tutto il mondo e un eccellente conversione in termini di clienti acquisiti.

Cromoterapia: effetti dei colori delle pareti di casa sul tuo stato d’animo.

La scelta dei colori da utilizzare per ridipingere le pareti di casa può avere una forte influenza sul proprio stato d’animo. Infatti, ogni colore ha la capacità di produrre una stimolazione sensoriale specifica, generando emozioni differenti, sia positive sia negative. Per questo motivo, è fondamentale scegliere le tinte più idonee per gli ambienti domestici, in base ai risultati che si desidera ottenere. In questo articolo, spiegheremo cos’è la cromoterapia e quali effetti produce sullo stato d’animo.

Cos’è la cromoterapia

La cromoterapia è una disciplina che si basa sull’utilizzo dei colori per stimolare il corpo e la mente e suscitare emozioni differenti. Ha scopi terapeutici e mira a migliorare la qualità della vita delle persone, attraverso l’uso dei colori e lo studio della luce. Infatti, le ricerche hanno dimostrato che il cervello interpreta le lunghezze d’onda come colori, producendo reazioni diverse a seconda della nuance con cui viene a contatto. La scelta dei colori delle pareti non va, dunque, sottovalutata poiché può influenzare il nostro benessere in casa e donare energia per affrontare le sfide della vita quotidiana.

Gli effetti della cromoterapia in casa

Trarre spunto dalla cromoterapia per scegliere i colori delle pareti può influenzare positivamente lo stato d’animo delle persone e favorire la vitalità. Ogni tinta invia un segnale al cervello che viene decodificato dal sistema nervoso, generando una reazione emotiva differente. Ciò ha delle conseguenze, non solo sull’umore, ma anche sull’integrità di organi e tessuti. Per queste ragioni, la scelta delle nuances da usare in casa risulta fondamentale per una vita domestica salutare. Ecco i principali colori che influenzano lo stato d’animo:

– Rosso: è uno dei colori maggiormente stimolanti per il sistema nervoso. Contribuisce ad aumentare l’energia delle stanze. Stimola l’entusiasmo, la passione e la vitalità, per questo motivo è consigliabile usarlo solo in aree living della casa. Va evitato, invece, nei luoghi adibiti al riposo, come le camere da letto, poiché può influenzare negativamente il sonno. Propria a causa delle sue proprietà eccitanti, è sconsigliato usarlo come colore predominante all’interno di una stanza. Al contrario, può essere usato come dettaglio, per favorire energia e positività. Se utilizzato in modo eccessivo può generare emozioni negative come il nervosismo, la rabbia e l’irritabilità. Il rosso produce degli effetti eccitanti anche su alcune zone del corpo, come il fegato e la vescica. Inoltre, può aumentare la pressione sanguigna e incrementare l’appetito;

– Giallo: questo colore stimola l’ottimismo, l’allegria e la positività in casa. Se usato in cucina e nelle sale da pranzo, incrementa l’appetito e il buon umore. Nelle sue tonalità pastello, può essere impiegato in tutta la casa, creando una sensazione di piacevole benessere e calore umano. Tuttavia, se usato in quantità eccessive o in tonalità troppo accese, può generare sentimenti di malessere, come frustrazione, rabbia, confusione e oppressione. Sul corpo, il giallo produce un effetto tonificante sul sistema nervoso e migliora la digestione e il metabolismo intestinale;

– Blu: è una della tinte più rilassanti presenti in natura. Incita alla calma, al riposo e alla riflessione. L’uso del blu è particolarmente indicato nei bagni e nelle stanze da letto poiché coadiuva il riposo e il rilassamento fisiologico, dopo una lunga giornata di lavoro. Tuttavia, se usato in tonalità troppo tenui, può suggerire freddezza e distacco che ostacolano il naturale senso di accoglienza che ogni casa dovrebbe possedere. Il blu notte, invece può essere fonte di tristezza. Sul fisico, questo colore può avere un effetto febbrifugo e favorisce la distensione degli apparati muscolari;

– Verde: questa nuance ha un’azione stabilizzante dell’umore e favorisce l’equilbrio psicofisico. Si può usare in ogni stanza della casa, producendo un effetto calmante e favorendo la concentrazione. Nel soggiorno, stimola la socievolezza mentre in camera da letto migliora il riposo. Allevia gli effetti negativi dello stress e aumenta la fertilità. Sul corpo, il verde ha un effetto purificante e disintossicante. Per questo motivo, se utilizzato in cucina, può incitare a mantenere una corretta alimentazione, molto utile per chi sta seguendo una dieta;

– Viola: si tratta di una colorazione che stimola la riflessione e il pensiero. Inoltre, agisce positivamente sullo stress, riducendolo drasticamente. Nella variante più chiara, come il lilla o il lavanda, può suscitare malinconia e tristezza. Per questo motivo si consiglia di associarlo a colori caldi. Ha effetti positivi sull’insonnia e su patologie come l’asma. Il viola produce un incremento di endorfine, agisce sulla produzione ormonale e stimola l’attività della milza. Infine, ha un effetto calmante sul cuore, rallentandone i battiti;

– Arancione: questo colore è altamente emozionale e migliora la concentrazione e l’attenzione. Stimola l’immaginazione e la creatività. Per questo motivo, va utilizzato prevalentemente in stanze adibite al tempo libero e agli hobby, come il soggiorno o la palestra. Come il rosso, è una tinta molto eccitante, ragion per cui va usata con moderazione e mai all’interno delle camere da letto. Inoltre, questa tinta favorisce la respirazione e incrementa l’attività cardiaca;

– Indaco: è una variamente del blu e del viola, e per questo motivo, racchiude le proprietà di entrambi. Richiama sentimenti profondi e favorisce al meditazione e la riflessione. Inoltre, migliora l’intuito, rasserena gli animi turbati, aumenta il coinvolgimento emotivo. Può svolgere una funzione calmante su alcune problematiche di natura emotiva, come: l’ipocondria, le ossessioni, l’ansia, gli stati allucinogeni e le patologie senili. L’indaco ha proprietà anestetiche e purificanti. Migliora la tonificazione dei muscoli e del derma. Inoltre, favorisce la disintossicazione del corpo nei casi di intossicazione e riduce le infiammazioni della pelle e dell’intestino;

– Nuance neutre: comprendono colori basici, come il bianco, il nero, il grigio e il marrone e svolgono differenti funzioni. Associati a tinte forti, ne equilibrano l’azione, mitigandola o esaltandone i punti di forza. Alcuni, come il nero, possono accentuare il senso di profondità degli ambienti e donare senso di concretezza e decisione. Il bianco ha un potere vitalizzante e purificante. Stimola la produzione di vitamina D e il funzionamento delle ghiandole endocrine. Può migliorare diverse condizioni patologiche, quali: anemica, debolezza muscolare, fragilità mentale, memoria carente, stati d’ansia e invecchiamento precoce.

Per quanto riguarda la verniciatura dei soffitti, l’utilizzo di colori chiari favorisce un senso positivo di apertura e libertà. Inoltre, rende le stanze visivamente più ampie e accoglienti. I colori scuri, al contrario, possono generare la sensazione di oppressione e negatività, creando malessere in soggetti particolarmente sensibili agli effetti della cromoterapia.

Sono il figlio del primo imbianchino 2.0 in Italia: ovviamente ho dato una mano 🙂

Il successo di mio padre nasce anche grazie alla mia esperienza di lavoro come specialista di web marketing: dopo aver seguito numerosi progetti on-line nel settore e aver studiato da autodidatta, ho deciso nel gennaio 2012 di aprire un blog: mulfarimbianchino.com.

Questo blog conta ora più di 120.000 visite da tutto il mondo e un eccellente conversione in termini di clienti acquisiti.

Devi tinteggiare il tuo ufficio? Scopri la cromoterapia per migliorare la produttività dei tuoi collaboratori.

L’ufficio è un luogo importante della nostra vita, dove passiamo buona parte della giornata. Renderlo confortevole è fondamentale per stare bene e migliorare la performance lavorativa. Imbiancare le pareti dell’ufficio di tanto in tanto consente all’ambiente di rinnovarsi ed igienizzarsi, divenendo piacevole e accogliente. Esistono tante tecniche diverse per trasformare il look del proprio ambiente lavorativo e renderlo stimolante. In questo articolo, forniremo dei consigli utili su come imbiancare il tuo ufficio.

Consigli su come imbiancare l’ufficio

All’interno dell’ufficio ci si dedica alla vita professionale, spendendo una buona fetta del nostro tempo. Lavorare in un ambiente caldo e accogliente, può stimolare la creatività e il buon umore, consentendoci di ottenere risultati migliori in tempi più brevi. Per questo motivo, ogni dettaglio dell’ufficio non va trascurato. Oltre all’utilizzo di un arredo consono alle attività svolte, moderno ed ergonomico, un ufficio necessita di essere imbiancato con colori adeguati al tipo di lavoro svolto, capaci di agire sul benessere dei dipendenti. Un tempo si riteneva che i colori vivaci e le fantasie potessero essere utilizzate solo in casa mentre l’ambiente di lavoro doveva apparire freddo e austero. Oggi, fortunatamente, le nuove scoperte nel campo della teoria dei colori e sulla cromoterapia, hanno rivoluzionato questa credenza, esaltando l’importanza del colore in ogni contesto umano.

Prima di scegliere quali colori adottare per le pareti dell’ufficio, è importante stabilire che tipologia di ambiente si desidera realizzare. Se l’ufficio deve assumere una connotazione formale e sobria, come nel caso di uffici legali o amministrativi, si può optare per le tinte neutre, come il bianco, il grigio e il beige. Tali colorazioni possono essere usate, sfruttando sfumature differenti. Ciò le rende più interessanti e sofisticate. Se, al contrario, si vuole creare un ambiente giovanile e dinamico, si possono abbinare tinte chiare a tinte forti e sbarazzine, come il rosso, il verde, il blu e l’arancione. Si tratta di una tendenza moderna che sta spopolando nei luoghi commerciali e che stimola la fantasia e l’immaginazione sia dei dipendenti sia dei clienti. Un altro importante aspetto da tenere in considerazione, quando si decidere di imbiancare l’ufficio, riguarda la luce. L’ufficio necessita sempre di una buona illuminazione per rendere più confortevole l’attività lavorativa, in ogni momento della giornata. Se l’ambiente consente l’ingresso di ingenti quantità di luce naturale, durante le ore di lavoro, si possono usare i colori scuri e rendere il contesto maggiormente definito. Al contrario, se filtra poca luce durante il giorno, è preferibile usare tinte chiare o pastello, in modo da rendere le pareti più luminose.

La scelta delle nuances da utilizzare in ufficio dipende anche dallo spazio a disposizione. Un luogo piccolo e ristretto può beneficiare dei colori chiari che tendono ad ingrandire lo spazio. Nonostante ciò, se non si vuole rinunciare ad un tocco di colore, si possono aggiungere degli elementi colorati sui pilastri e oppure su una singola parete, spezzando la monotonia dei colori chiari. Chi ha a disposizione uno spazio molto ampio, invece, può sbizzarrirsi con le tinte che preferisce e usarle per suddividere visivamente le varie zone dell’ufficio. Infine, per quanto riguarda i soffitti, l’uso del colore può influenzarne la percezione. Colori forti sui tetti, li fanno apparire più bassi mentre tinte luminose, li fanno sembrare più alti.

Usare la psicologia dei colori in ufficio

Non esistono dei colori ideali o stereotipati per dipingere l’ufficio. La scelta delle tinte da utilizzare va fatta in base agli obiettivi che si desidera raggiungere. In tal senso, ci viene incontro la psicologia dei colori che può essere applicata in ufficio, per migliorarne le condizioni lavorative. Per farlo, è necessario conoscere quali cromie stimolano la fantasia e mantengono alta la concentrazione. Adottare le giuste nuances, può influenzare l’attività del sistema nervoso e favorirne le potenzialità. Infatti, i colori possono essere usati per evocare un certo clima o atmosfera in ufficio. Possono creare movimento o alterare l’immagine dello spazio circostante. Ancora possono suscitare differenti tipi di emozioni, modificando lo stato d’animo delle persone.

Secondo la psicologia dei colori, il blu evoca un’intensa sensazione calmante e rilassante, che favorisce la riflessione e la concentrazione. Se utilizzato in un contesto lavorativo, può rendere più produttivi i dipendenti e aiutarli a mantenersi sereni per tutta la durata della giornata professionale. Per ottenere questo risultato, è preferibile utilizzare il blu nelle sue sfumature più morbide, come l’azzurro e il celeste. Se invece si vuole optare per un blu più deciso ed elettrico, è fondamentale alternarlo con tinte più chiare, in modo da evitare che crei una sensazione opprimente e di malinconia, tipico dei colori scuri. Un altro colore che può essere usato per imbiancare le pareti dell’ufficio è il giallo. Si tratta del colore per eccellenza dell’ottimismo e del buon umore. Stimola l’allegria e la positività e aumenta le vitalità delle persone. In ufficio crea una sferzata di energia e migliora la creatività. Se utilizzato in una variante pastello, può contribuire a rendere più produttivo l’ambiente di lavoro. Al contrario, se utilizzato in modo eccessivo e in una sfumatura troppo accesa, può provocare mal di testa e confusione mentale.

Il verde è un colore che evoca speranza e positività. Contribuisce a potenziare le funzioni cognitive, come l’attenzione e il ragionamento e favorisce l’immaginazione. Inoltre, secondo alcuni studio condotti dagli esperti del colore, il verde suscita calma e tranquillità, migliorando le relazioni tra le persone. Infine, possiede anche un effetto purificante e rigenerante. Colori come il rosso e l’arancione sono fortemente emozionali e possono influenzare positivamente o negativamente il clima dell’ufficio. Sono colori che incitano alla passione e alla vitalità, forniscono energia e aiutano l’intuito. Nonostante ciò, a causa del loro potere altamente eccitante sul sistema nervoso, se usati in modo eccessivo, possono causare nervosismo, irritabilità e stanchezza che possono ostacolare le relazioni lavorative in ufficio. Per questo motivo, è consigliabile usarli con parsimonia e in luoghi strategici delle pareti, per donargli carattere e brio. Se, invece, non si vuole rinunciare alle tinte neutre, come il bianco, si può optare per tonalità più sporche ed evocative, come ad esempio l’avorio, che hanno il pregio di far apparire già spazi più grandi e luminosi, trasmettendo una sensazione di calore e accoglienza. Le colorazioni neutre sono ottime anche per creare abbinamenti suggestivi. Se combinate a tinte forti, le smorzano e le contengono. In questo modo si possono usare colori accesi, senza generare oppressione e malessere.

Sono il figlio del primo imbianchino 2.0 in Italia: ovviamente ho dato una mano 🙂

Il successo di mio padre nasce anche grazie alla mia esperienza di lavoro come specialista di web marketing: dopo aver seguito numerosi progetti on-line nel settore e aver studiato da autodidatta, ho deciso nel gennaio 2012 di aprire un blog: mulfarimbianchino.com.

Questo blog conta ora più di 120.000 visite da tutto il mondo e un eccellente conversione in termini di clienti acquisiti.