Come verniciare un tavolo in legno per ridare vita ad un vecchio arredo, o per fare un restyling adatto alla nuova casa.

Sono molti i motivi che possono spingerti a non gettare un vecchio tavolo, ma anzi a volerlo restaurare per continuare a tenerlo con te. Oppure ricorrere alla verniciatura per personalizzare un modello anonimo di tavolo in legno appena comprato.
Sia che tu sia un esperto, che un neofita, ecco i passaggi per verniciare un tavolo in legno con un color noce, vernice perfetta e versatile per poter abbinarlo a qualsiasi stile d’arredo.

Preparazione del tavolo
Il tavolo, prima di poterlo verniciare con il colore scelto, ha bisogno di essere preparato a dovere. Dovrai renderlo grezzo, “tirarlo a legno” si dice anche in gergo. Questo è necessario per rimediare a difetti del legno con la stuccatura e per far si che prodotti e vernici possano aderire ala perfezione alla superficie in legno. È fondamentale che tu tolga alla perfezione tutte le vernici passate sul tavolo in precedenza ed eventuali residui.
Quindi tramite carta vetrata, manualmente o con uno strumento elettrico come la levigatrice, dovrai carteggiare l’intera superficie del tavolo. È importante non insistere troppo, ma eliminare tutti gli eventuali residui di vernici ed imperfezioni del legno. Passa la carta vetrata in modo più omogeneo possibile su tutta la superficie da trattare.
Esistono anche dei prodotti ad hoc, da distribuire a pennello su tutta la superficie da trattare, questi riescono a sciogliere le vernici senza bisogno di sfregare, solo lasciando agire il prodotto da rimuovere poi con una spatola. Sono estremamente comodi, specialmente se ti trovi a dover sverniciare arredi dalle forme particolari ed irregolari, difficili da trattare con la carta vetrata.
Un’altra alternativa per sverniciare prevede l’utilizzo della pistola termica per bricolage. Si tratta di un apparecchio molto simile ad un tradizionale asciugacapelli, ma molto più potente e non adatto al contatto con la pelle perché le temperature raggiunte sono elevate.
Se utilizzerai questi prodotti non sarai comunque esonerato dalle operazioni di carteggiatura.
Ricordati di eliminare poi tutta la polvere dovuta appunto alla carteggiatura, l’ideale è usare un pennello pulito ed un’aspirapolvere.

Stuccatura eventuale
Se il tuo tavolo dovesse presentare dei buchi e vorresti avere una superficie liscia ed omogenea, dovrai stuccare.
In commercio troverai lo stucco ideale per il legno, ne esistono anche di colorati per poterti consentire di avere poi un colore uniforme e senza macchie chiare in prossimità delle zone trattate. Se invece ami l’aspetto grezzo puoi evitare questo passaggio e magari dare solo una mano di anti-tarme.
L’anti-tarme si può applicare su tutta la superficie oppure lo puoi iniettare con una siringa nei forellini fatti appunto dalle tarme. Ovviamente se ci sono pochi punti tarlati ti converrà l’uso della siringa, se invece il legno è molto mangiato usalo su tutta la superficie di legno. Ricordati di far asciugare e poi stuccare per chiudere definitivamente i forellini dovuti alle tarme.

Base e colore
Il tavolo carteggiato è pronto per essere trattato con la vernice color noce.
Fai attenzione ad utilizzare un pennello idoneo, che ti consenta di arrivare anche tra le giunture, senza lasciare spazi. Le pennellate devono essere continue ed omogenee senza insistere eccessivamente su alcune zone.
Si procede sempre con una passata per volta, si lascia asciugare almeno 24 ore e poi se necessario si provvede a dare una seconda mano di color noce.
Esistono in commercio moltissime tipologie di vernici, scegli accuratamente ed assicurati di avere la quantità giusta per verniciare tutto il tavolo. Assolutamente non rischiare di rimanere senza vernice mentre state ancora completando l’opera: rimediare alla diversità cromatica sarebbe davvero complicato e dovresti carteggiare nuovamente.

Rifinitura
Dopo aver dato una seconda mano di vernice color noce al tavolo di legno, verifica che il tono sia quello desiderato. Se vorrai una nuance più intensa o noti delle imprecisioni dovrai dare un’ulteriore mano di vernice. Attendi sempre 24 ore per l’asciugatura tra una passata e l’altra.
Raggiunto il risultato desiderato dovrai passare alla rifinitura, è infatti sempre consigliabile passare un fissativo finale, trasparente. In commercio ne esistono di opachi o lucidi per conferire effetti diversi al legno.
Il fissativo è una vernice tradizionale ma che protegge il legno ed anche la vernice color noce. L’uso del fissativo conferisce un aspetto più professionale al tavolo in legno, esaltandone anche il colore della vernice e rendendo il legno impermeabile.
Con un pennello pulito e solo quando la vernice noce sarà totalmente asciutta, procedi alla stesura del fissativo.
Ne basta una mano, ma nulla ti vieta di darne una seconda per maggior resa protettiva.
Fai asciugare anche fino a 48/72 ore all’aria, o in una stanza ben arieggiata.
I prodotti per rifinire il legno prendono diversi nomi: fissativo, finish, primer che si può usare come base e come fissativo.
Terminato il tempo di asciugatura il tuo tavolo sarà pronto per accogliere cene e pranzi e per arredare la tua casa.
Se sei esperto sarà tutto un gioco da ragazzi, se invece sei alle prime armi non preoccuparti, poco per volta prenderai la mano.
Con questi semplici passaggi di base è sempre garantito un ottimo risultato.

Sono il figlio del primo imbianchino 2.0 in Italia: ovviamente ho dato una mano 🙂

Il successo di mio padre nasce anche grazie alla mia esperienza di lavoro come specialista di web marketing: dopo aver seguito numerosi progetti on-line nel settore e aver studiato da autodidatta, ho deciso nel gennaio 2012 di aprire un blog: mulfarimbianchino.com.

Questo blog conta ora più di 120.000 visite da tutto il mondo e un eccellente conversione in termini di clienti acquisiti.

Come si sbianca una trave in legno per mantenere le sue venature?

Il soffitto in legno con travi a vista è un ornamento tipico delle casa antiche, dal grande potere estetico. Conferisce eleganza e valore alla casa. Tuttavia, col tempo il legno può iniziare a deteriorarsi e necessitare di alcuni interventi di restauro, per ritrovare la sua originaria bellezza. In questo articolo, illustreremo come sbiancare le travi in legno, mettendone in risalto le venature naturali.

Come sbiancare le travi in legno

Sbiancare le travi in legno è un’operazione semplice da eseguire che può tornare utile quando si vuole rinnovare lo stile del soffitto o combattere i segni del tempo. Per farlo, sarà necessario munirsi dei seguenti materiali:

– Carta vetrata con grana spessa e sottile;
– Levigatrice;
– Stucco per legno;
– Spatola in metallo;
– Impregnante bianco;
– Vernice protettiva trasparente;
– Cera lucidante per legno.

Tutti questi prodotti sono reperibili presso i negozi di bricolage, hobbistica e ferramenta. Prima di iniziare col processo di sbiancamento delle travi, sarà necessario preparare adeguatamente il legno. Con la carta abrasiva a grana spessa, rimuovere residui di pitture vecchie, incrostazioni e zone che presentano scaglie di legno o che tendono a sfaldarsi facilmente. In seguito, rendere la superficie omogenea e perfettamente liscia, con l’aiuto della levigatrice elettrica. Se sulle travi sono presenti crepe e lesioni, utilizzare lo stucco per riempire le fessure e lasciarlo asciugare per 24 ore. Per eliminare la presenza di tarli e insetti, invece, munirsi di spray insetticida specifico per il legno e lasciare l’ambiente al chiuso per alcuni giorni, finché tutti gli animaletti non saranno sterminati. Quando le travi saranno finalmente igienizzate, levigare le zone irregolari coperte dallo stucco, usando la carta vetrata a grana sottile. Durante la procedura di abrasione, utilizzare un tocco deciso ma delicato, in modo da non danneggiare o bucare il legno.

Qualora il legno risulti colpito dall‘umidità, è consigliabile rivolgersi ad una ditta esperta per effettuare un trattamento di sabbiatura delle travi. Esso consentirà di rimuovere le parti fradici e ripristinare la salute del legno. A questo punto, passare l’impregnate bianco sulla superficie e lasciare in posa per circa tre ore. Tale operazione può essere ripetuta più volte, in base al tipo di risultato che si vuole ottenere. Al termine della procedura sbiancante, applicare la vernice protettiva trasparente, in modo da proteggere il legno, senza nascondere le venature naturali. Infine, completare il restauro, passando uno strato di cera lucidante sulle travi, per farle luccicare e rendere il soffitto come nuovo. Quando si svolge questo tipo di lavoro, utilizzare sempre guanti e mascherina protettiva, in modo da evitare di inalare i gas rilasciati dai prodotto chimici. Sbiancare le travi in legno può impiegare qualche giorno, in base all’ampiezza del soffitto da trattare. Il costo complessivo di tale procedura si aggira intorno ad un centinaio di euro, o meno, a seconda dei marchi acquistati. Se non si è esperti nel fai da te, si può affidare il lavoro a una ditta specializzata che, dopo aver effettuato un attento sopralluogo, stabilirà l’entità dell’intervento da realizzare e il preventivo.

Vernice impregnante sbiancante: quale scegliere?

Gli impegnanti sono un valido aiuto nella protezione del legno in casa. Essi creano una barriera che impedisce agli sbalzi di temperatura, agli agenti atmosferici e ai microrganismi dannosi di alterare la qualità del materiale, facendolo durare più a lungo nel tempo. In commercio, esistono diverse tipologie di vernici impregnati sbiancanti per le travi in legno, ognuna adatta a scopi differenti. Le più diffuse sono quelle a base d’acqua e a base di solvente.

Gli impregnanti ad acqua si diffondono facilmente sul legno e permettono di eseguire una pennellata più spessa e corposa. Favoriscono la traspirazione del legno e si adattano meglio ai cambiamenti climatici. Invece, gli impregnanti a base di solvente hanno il vantaggio di andare più in profondità nel legno e di sbiancarlo più velocemente, rispetto ad altri prodotti. Tuttavia, sono ricchi di sostanze chimiche organiche che possono emettere fumi potenzialmente nocivi per la salute, durante la procedura di restauro. Gli impregnanti sbiancanti vanno differenziati dalle classiche vernici per il legno. Quest’ultime, infatti, tendono a coprire l’intera superficie, nascondendone le peculiarità, al contrario degli impregnanti che proteggono, preservando l’estetica naturale del legno. Inoltre, le vernici tradizionali si deteriorano più velocemente e hanno una scarsa resistenza agli sbalzi di temperatura. Infine, la loro rimozione risulta più complessa, rispetto agli impregnanti, per i quali non è necessario eliminare il vecchio strato sottostante, prima di applicare una nuova mano di vernice.

Un’ulteriore tipologia di protezione per il legno, è l’impregnante cerato. Si tratta di un prodotto che unisce i benefici dell’impregnante e della finitura. Possiede una consistenza densa che può rendere l’applicazione più complessa, tuttavia permette di completare la procedura di restauro, utilizzando un unico prodotto, anziché due. L’unico difetto di questo tipo di impregnante è che tende a coprire le venature del legno e dunque, non è indicato per chi desidera mantenere un effetto completamente naturale.

Sono il figlio del primo imbianchino 2.0 in Italia: ovviamente ho dato una mano 🙂

Il successo di mio padre nasce anche grazie alla mia esperienza di lavoro come specialista di web marketing: dopo aver seguito numerosi progetti on-line nel settore e aver studiato da autodidatta, ho deciso nel gennaio 2012 di aprire un blog: mulfarimbianchino.com.

Questo blog conta ora più di 120.000 visite da tutto il mondo e un eccellente conversione in termini di clienti acquisiti.

Ristruttura il tuo Arredo: tutti i segreti.

Ristrutturare l’arredo già presente in casa con la vernice è un’operazione semplice e divertente che permette di rinnovare lo stile della propria abitazione, in poco tempo e risparmiando. Ricolorare i mobili consente di dargli nuova vita e di renderli sempre attuali, adattandoli alle proprie esigenze. Questa tecnica è l’ideale per rimodernare camerette per bambini e ragazzi e complementi d’arredo antichi. In questo articolo, spiegheremo come riverniciare i mobili e quali sono i vantaggi.

I vantaggi di ristrutturare il tuo arredo

L’acquisto dell’arredo è una scelta importante che può condizionare il benessere della vita quotidiana. Può comportare una spesa onerosa e un notevole impiego di tempo. Nonostante ciò, può capitare che della mobilia comprata in passato, non rispecchi più le nostre esigenze di vita e i nostri gusti attuali. In questo caso, è possibile rimodernare gli ambienti domestici, riverniciando i mobili. Ecco tutti i principali vantaggi di ristrutturare il proprio arredo:

– Soluzione low cost: questo tipo di intervento di rimodernamento è molto economico poiché richiede l’acquisto di attrezzature e materiali facilmente reperibili nei comuni negozi di fai da te, alla portata di tutti;

– Libero sfogo alla creatività: i mobili possono essere personalizzati in base ai propri gusti e necessità, scegliendo autonomamente i dettagli del loro aspetto. Inoltre, ridipingere i mobili è un hobby divertente che permette di dare sfogo alla fantasia e all’immaginazione, da soli oppure in compagnia dei propri figli;

– Stile sempre attuale: riverniciare i mobili consente di cambiarne lo stile ogni volta che si desidera, seguendo le mode del momento. In questo modo, la propria abitazione risulterà sempre attuale e di tendenza;

– Restauro semplice e veloce: questa procedura è molto rapida da eseguire, anche nel tempo libero, e non richiede particolari competenze e abilità per essere portata a termine.

Come riverniciare i mobili

Riverniciare i mobili è la soluzione economica e creativa per ridare una nuova anima alla propria casa. Permette di ottenere arredi unici ed originali, capaci di stupire amici e familiari. Per ridipingere i mobili è necessario munirsi della seguente attrezzatura:

– Carta vetrata a grana fine e spessa;
– Stucco per legno;
– Primer per legno;
– Vernice colorata;
– Vernice trasparente protettiva;
– Pennelli di varie dimensioni;
– Nastro adesivo di carta;
– Guanti e mascherina protettiva;
– Fogli di giornate o lenzuola vecchie;
– Spugna morbida;
– Cacciavite;Tutto l’occorrente può essere acquistato in una ferramenta o in un negozio specializzato in bricolage e vernici. La procedura può richiedere qualche giorno, per questo motivo, si consiglia di effettuarla nel week end. Una volta individuato il mobile su cui intervenire, posizionarlo in un punto isolato della casa, dove poterci lavorare senza rischiare di danneggiare gli altri arredi. Sul pavimento stendere i fogli di giornale o le lenzuola vecchie, in modo da impedire che la vernice macchi le mattonelle. Col cacciavite, rimuovere eventuali maniglie e pomelli presenti sul mobile e riporle momentaneamente in un cassetto. Indossare la mascherina protettiva e i guanti e iniziare a carteggiare la superficie con la carta abrasiva a grana spessa. Una volta che la vecchia copertura sarà stata rimossa, togliere la polvere prodotta, passando una spugna umida sul mobile. In seguito, riempire i solchi e le crepe con lo stucco e lasciare asciugare per alcune ore. Carteggiare nuovamente le zone trattate con lo stucco, usando la carta abrasiva a grana fine.

A questo punto, il mobile è pronto per essere nuovamente verniciato. Per prima cosa, applicare una mano di primer sul legno, in modo da favorire un migliore ancoraggio della vernice sulla superficie. In seguito, procedere con due mani di pittura colorata, avendo cura di attendere qualche ora, tra un passaggio e l’altro. Se si desidera utilizzare colorazioni differenti, in parti diverse del mobile, utilizzare il nastro adesivo per coprire le aree da tinteggiare in un secondo momento. Chi ha particolare dimestichezza col fai da te, può optare per le vernici spray, capaci di ridipingere ampie superfici in pochi minuti. Per dare un tocco creativo all’arredo, si possono utilizzare anche degli stencil e riprodurre dei fantasiosi disegni. Quando il mobile sarà perfettamente asciutto, applicare una mano di vernice trasparente protettiva. Essa ha la funzione di proteggere il colore dalle aggressioni esterne, facendolo rimanere brillante e intenso più a lungo. Al termine del lavoro, rimontare le maniglie e posizionare il mobile in camera.

Ridipingere i mobili con la Chalk Paint

La Chalk Paint è una tecnica pittorica a base di gesso che permette di decorare in modo versatile ed innovativo, ogni tipo di mobile oggetto presente in casa. Ecco le sue caratteristiche:

– Si tratta di una vernice a base d’acqua e gesso, e per questo motivo, risulta molto facile da stendere sulle superfici e semplice da ripulire;

Uno dei vantaggi principali della Chalk Paint è che si adatta ad ogni tipo di superficie, come il legno, il metallo, la plastica, il vetro e persino il tessuto. Dunque, questa tecnica è ideale per trattare mobili e oggetti che presentano elementi in materiali diversi;

– Questa pittura è completamente ecologica, non aggredisce l’ambiente e non emana gas nocivi per la salute, come accade invece con le vernici chimiche;

– Possiede un’alta coprenza e basta una sola passata per verniciare un mobile, donandogli una colorazione piena e brillante;

Un ulteriore vantaggio di questa vernice è che può essere applicata su superfici già colorate, senza bisogno di utilizzare la carta abrasiva; ciò consente di rimodernare i mobili in poco tempo e col minimo della fatica.

Sono il figlio del primo imbianchino 2.0 in Italia: ovviamente ho dato una mano 🙂

Il successo di mio padre nasce anche grazie alla mia esperienza di lavoro come specialista di web marketing: dopo aver seguito numerosi progetti on-line nel settore e aver studiato da autodidatta, ho deciso nel gennaio 2012 di aprire un blog: mulfarimbianchino.com.

Questo blog conta ora più di 120.000 visite da tutto il mondo e un eccellente conversione in termini di clienti acquisiti.

Perchè rifare il tetto di casa?

Il tetto è il principale responsabile della sicurezza di un’abitazione. Offre una completa protezione dalle intemperie e dagli sbalzi di temperatura. Inoltre, attutisce i rumori provenienti dall’ambiente esterno. Tutte queste funzionalità, contribuiscono a rendere confortevole la propria casa. Tuttavia, possono venire meno se il tetto è danneggiato, mettendo a repentaglio il benessere dell’intera struttura. Per questo motivo, è fondamentale operare degli interventi di manutenzione periodici sul tetto, in modo da tenerne sotto controllo lo stato di salute. In questo articolo, illustreremo perché rifare il tetto di casa è importante e quando è necessario intervenire.

Cinque buone ragioni per rifare il tetto

Un tetto danneggiato può arrecare molti danni alla casa. Infatti, una copertura lesionata può provocare: erosioni, formazioni di muffa, infiltrazioni piovane, dispersioni termiche e, nei casi molto gravi, persino crolli e cedimenti strutturali. Tutto ciò può mettere a repentaglio la salute di chi abita in casa e peggiorare la qualità della vita. Mantenere un tetto in perfette condizioni, invece, assicura elevate prestazioni di sicurezza e comfort, anche per molti anni. Ecco alcune buone ragioni per rifare il tetto di casa:

– Risparmio energetico: il rifacimento del tetto comporta un miglioramento dell’isolamento acustico e una minore dispersione termica dell’abitazione. Ciò favorisce un minore ricorso a condizionatori e riscaldamenti, ottenendo una diminuzione sui consumi e un basso impatto ambientale;

– Protezione dalle infiltrazioni d’acqua: le lesioni sul tetto possono generare infiltrazioni durante la stagione invernale, causando macchie di muffa e umidità in casa. Un tetto nuovo impedisce che ciò avvenga, proteggendo l’integrità degli interni ed eliminando l’acqua in eccesso;

– Maggiore sicurezza: la stabilità del tetto è un elemento importantissimo per mantenere sicura e stabile una casa. Esso permette all’abitazione di mantenersi strutturalmente integra e protetta negli anni, senza rischiare di andare incontro a crolli pericolosi;

– Incremento del valore dell’abitazione: chi desidera vendere il proprio immobile, può adottare un prezzo di vendita maggiore nel caso in cui abbia recentemente ristrutturato il tetto. Questo tipo di intervento, infatti, rappresenta un’importante miglioria dell’abitazione che ne incrementa il valore complessivo, soprattutto nel caso in cui siano state implementate tecnologie moderne;

– Maggiore comfort in casa: il rifacimento del tetto è fondamentale per mantenere la giusta temperatura in casa. Infatti, garantisce la giusta protezione dal calore in estate e dal freddo in inverno. Inoltre, la copertura offre un buon isolamento dai rumori esterni che possono danneggiare la qualità del sonno e la vita domestica.

Rifare il tetto: l’iter legislativo da seguire

La ristrutturazione del tetto è un intervento complesso che richiede l’esecuzione di un iter specifico per essere realizzato. La Legge, infatti, stabilisce che il lavoro deve essere eseguito da una ditta specializzata, in grado di rilasciare un’adeguata certificazione sulle caratteristiche dell’intervento effettuato. Secondo il comma 1 dell’articolo 3 del Testo Unico sull’Edilizia, se la ristrutturazione del tetto prevede l’uso di materiali già esistenti, questa rientra nei lavori di manutenzione ordinaria; al contrario, se è necessario implementare materiali e tecnologie ex novo, l’intervento è da intendersi come straordinario. In quest’ultimo caso è necessario chiedere uno speciale permesso alla DIA, ovvero l’organo statale di Denuncia di Inizio Attività che fornisce l’autorizzazione per iniziare i lavori. In particolare, è obbligatorio presentare tale documento nei seguenti casi:

– Ripristino di intonaci e tinteggiature esterne, con colorazioni differenti da quelle già esistenti;

– Ristrutturazione totale del tetto a spiovente;

– Rifacimento di cornicioni e tegole;

– Interventi sulle fondamenta dell’immobile;

Interventi sulle parti strutturali di un edificio.

Quando rifare il tetto

Il tetto è una delle componenti fondamentali di un edificio e la sua stabilità ed integrità contribuiscono a renderlo sicuro e confortevole. Nel tempo, il tetto può deteriorarsi e danneggiarsi, venendo meno alla sua funzione di protezione. Affinché una copertura sia considerata sicura, è necessario che possieda i seguenti requisiti:

– Impermeabilità all’acqua: un tetto integro e funzionale risulta completamente impermeabile all’azione degli agenti atmosferici, come la pioggia, la neve e il ghiaccio. Inoltre, favorisce il corretto smaltimento dell’acqua, impedendogli di penetrare nelle fessure e generare umidità;

– Isolamento acustico: quando il tetto è in buono stato, impedisce il passaggio dei rumori molesti, come ad esempio quelli provenienti dai veicoli aerei e dai temporali. Inoltre, nelle palazzine, attutisce i suoni provenienti da un appartamento all’altro;

– Stabilità strutturale: una copertura efficiente assicura una buona stabilità strutturale dell’edificio e resiste alle dilatazioni e vibrazioni, causate dagli sbalzi termici e geologici;

– Azione antigelo: se realizzato correttamente e con materiali all’avanguardia, il tetto è in grado di resistere alle gelate, senza danneggiarsi;

– Resistenza alle aggressioni: una copertura adeguata deve essere progettata per resistere a differenti tipologie di aggressioni esterne, dovute a motivi naturali o artificiali. Solo così può garantire la giusta protezione in casa;

– Resistenza alla corrosione: alcuni fenomeni elettrochimici possono tendere a corrodere il tetto. Per questo motivo, è importante assicurarsi che la propria copertura sia capace di resistere a situazioni.

Quando viene meno anche solo una di queste funzioni, vuol dire che il tetto è danneggiato ed è necessario operare degli interventi di manutenzione. Agire tempestivamente, consente di eseguire lavori più rapidi e meno complessi, in modo da risparmiare tempo e denaro prezioso. Per conoscere lo stato del proprio tetto, è possibile chiedere un sopralluogo ad una ditta specializzata che, attraverso un’analisi approfondita, stabilità quali interventi è consigliabile eseguire.

Quanto costa rifare il tetto

Rifare un tetto comporta un costo che può andare da alcune centinaia di euro, fino ad arrivare anche a cifre molto alte. Infatti, l’entità dell’intervento dipende da molteplici fattori: l’ampiezza della superficie da trattare, la complessità delle problematiche insorte, le caratteristiche strutturali del tetto, l’anno di costruzione e il tipo di lavoro svolto dalla ditta che dovrà eseguire la ristrutturazione. Inoltre, un altro elemento che può far lievitare il costo della riparazione, riguarda la qualità dei materiali che si decide di utilizzare e i marchi acquistati. Ancora, questo tipo di interventi, spesso richiede l’utilizzo di tecnologie e strumenti specifici, come macchinari e ponteggi, che richiedono una spesa supplementare.

In generale, comunque, il prezzo viene calcolato in base al numero di metri quadri dell’abitazione, al quale si aggiungono, poi, il costo della manodopera e dello smaltimento dei materiali provenienti dalla vecchia copertura. Nella maggior parte dei casi, rifare un tetto comporta una spesa onerosa ma inevitabile, per mantenere sicura la propria abitazione. Per l’esecuzione dei lavori è consigliabile affidarsi solo ad aziende serie, operanti nel settore da diverso tempo e con un’esperienza verificabile e dimostrabile. Al contrario, è meglio diffidare dalle ditte che propongono prezzi eccessivamente vantaggiosi e che non forniscono tutte le informazioni necessarie per lo svolgimento del lavoro. Solo così, infatti, si può evitare di andare incontro a spiacevoli conseguenze e ottenere un intervento fatto a regola d’arte.

Sono il figlio del primo imbianchino 2.0 in Italia: ovviamente ho dato una mano 🙂

Il successo di mio padre nasce anche grazie alla mia esperienza di lavoro come specialista di web marketing: dopo aver seguito numerosi progetti on-line nel settore e aver studiato da autodidatta, ho deciso nel gennaio 2012 di aprire un blog: mulfarimbianchino.com.

Questo blog conta ora più di 120.000 visite da tutto il mondo e un eccellente conversione in termini di clienti acquisiti.

Devi ripristinare una persiana in legno? Leggi qui!

I serramenti in legno sono infissi molto utilizzati all’interno delle abitazioni storiche. Grazie alla loro estetica elegante e vistosa e alla elevata resistenza alle intemperie, queste persiane possono rimanere integre a lungo e conferire valore all’abitazione. Tuttavia, possiedono un unico difetto, col tempo tendono a deteriorarsi e possono essere aggredite dai tarli. Fortunatamente, è possibile ovviare a questo problema, adottando delle procedure periodiche di manutenzione. Così facendo, gli infissi in legno si mantengono come nuovi, anche dopo molti anni dal loro montaggio. Esistono differenti tipologie di infissi: le persiane e le scuri. Le prime hanno origini arabe e venivano utilizzate nelle finestre, per bloccare i raggi del sole diretti e garantire, ugualmente, una buona illuminazione e la giusta ventilazione della stanza. Per quanto riguarda lo scuro, detto anche antone, ha origini europee e aveva lo scopo di impedire il passaggio dell’aria fredda dall’esterno all’interno e, allo stesso tempo, impedire la dispersione del calore in casa. La tipologia di persiana più comune è quella con le lamelle orientabili che possono direzionare luce e aria nel luogo desiderato. In questo articolo, spiegheremo come ripristinare una persiana in legno, in poche semplici mosse.

Come ristrutturare una persiana in legno

Per ristrutturare una persiana in legno è necessario smontarla e poggiarla su una base abbastanza alta, come ad esempio dei cavalletti, per poterci lavorare in comodità. Inoltre, rivestire il pavimento con dei fogli di giornale o degli stracci inutilizzati, in questo modo non rischierà di sporcarsi e macchiarsi irrimediabilmente.

Per prima cosa, sarà necessario rimuovere la vernice già presente sulla persiana, utilizzando della carta vetrata con grana a 240. Nei casi in cui la vernice risulti particolarmente difficoltosa da eliminare, usare una grana a 150. Strofinarla lunga tutta la superficie smaltata, prestando attenzione a non rovinare il legno sottostante. Procedere fino a completa rimozione della vernice. Una strategia alternativa, consiste nel bruciare con un cannello a gas lo strato di colore vecchio e toglierlo delicatamente con una spatola. Una volta che la superficie in legno sarà nuovamente visibile, ripulirla a fondo per eliminare tutti i residui di polvere. Per farlo, si può usare un aspirapolvere portatile e un panno in microfibra inumidito. In seguito, sarà necessario eliminarne le imperfezioni dalla persiana, levigando la superficie con della cementite specifica per il legno. Questo prodotto può essere applicato con un pennello a setole morbide, lungo tutta la persiana. Una volta che la cementite si sarà asciugata, si può passare alla verniciatura. Ci sono diverse tecniche per ridipingere una persiana, la più veloce consiste nell’usare l’erogatore di vernice a spruzzo, in grado di vaporizzare uno strato sottile di prodotto su tutta la superficie, in pochi minuti. In alternativa, si può usare un comune pennello da pittura.

Il colore utilizzato può essere quello originalmente presente nella persiana oppure uno differente, a seconda dei propri gusti. Una volta che la vernice si sarà completamente asciugata, procedere con la stesura di due mani di vernice protettiva trasparente. Questa procedura consentirà alla pittura di resistere più a lungo alle aggressioni esterne e mantenersi perfettamente intatta nel tempo. Il processo di ripristino ha una durata relativamente breve. In genere, sono necessari un paio di giorni, affinché la persiana risulti completamente asciutta e pronta per essere nuovamente montata. Per questo motivo, si consiglia di effettuare questa procedura, durante i mesi primaverili, in modo che il calore possa favorire un rapido ancoraggio e una veloce e profonda asciugatura delle vernici. I prodotti per ripristinare una persiana in legno possono essere acquistati nei comuni negozi di ferramenta oppure nei grandi magazzini specializzati in prodotti per il fai da te. Si consiglia di scegliere delle vernici di buona qualità, in modo da ottenere una performance professionale, durante la procedura di ristrutturazione. Vernici economiche di scarsa qualità potrebbero risultare poco coprenti e poco durevoli.

Tuttavia, non tutti i serramenti possono essere ripristinati. Quelli che presentano zone marce particolarmente estese, non posso essere ripristinati e, per questo, richiedono la sostituzione dell’intero infisso. La manutenzione delle persiane in legno va effettuata ogni due anni. In questo modo, si mantengono sempre belle e intatte. Per quanto riguarda il costo della ristrutturazione degli infissi in legno, può variare in base alla gravità della situazione e alla complessità delle procedure di ripristino da mettere in atto. Se non si ha molta dimestichezza con il fai da te, si può richiedere l’intervento di una ditta specializzata che, in seguito ad un sopralluogo gratuito, effettuerà un’analisi della fattibilità del lavoro e un preventivo.

Ristrutturare i serramenti antichi in legno

Chi possiede in casa dei serramenti antichi in legno non può rinunciare a ristrutturarli periodicamente, al fine di mantenere il loro fascino originale. Se la patina sopra la superficie della persiana antica appare molto rovinata, si può ripristinare con una procedura di decapaggio. Essa serve ad eliminare le tracce di sporco e la vernice, senza la necessità di intervenire direttamente sulla superficie con prodotti abrasivi, potenzialmente dannosi. Una volta eliminata la finitura vecchia, il legno appare nudo e pronto per un nuovo trattamento. Se si desidera mantenere a vista la superficie grezza, si può usare una finitura in gommalacca e cera d’api che protegge il legno e gli dona brillantezza. In alternativa, la persiana può essere trattata con delle vernici a base d’acqua, specifiche per il legno antico o procedere con una lucidatura a tampone. Qualunque sia la tecnica scelta, precedentemente, applicare sempre un primer con caratteristiche antitarlo, così da non rischiare di trovare la persiana danneggiata tra un processo di manutenzione e l’altro.

Sono il figlio del primo imbianchino 2.0 in Italia: ovviamente ho dato una mano 🙂

Il successo di mio padre nasce anche grazie alla mia esperienza di lavoro come specialista di web marketing: dopo aver seguito numerosi progetti on-line nel settore e aver studiato da autodidatta, ho deciso nel gennaio 2012 di aprire un blog: mulfarimbianchino.com.

Questo blog conta ora più di 120.000 visite da tutto il mondo e un eccellente conversione in termini di clienti acquisiti.

Ripristinare una facciata esterna? La guida definitiva.

Ripristinare la facciata esterna della propria abitazione è utile per diverse ragioni: serve a migliorare l’estetica e il valore dell’edificio, ne incrementa la sicurezza e previene infiltrazioni d’acqua, responsabili della formazione di muffa e umidità all’interno dell’abitazione. La problematica più frequente che colpisce la facciata esterna riguarda lo scrostamento dell’intonaco, dovuto alle sollecitazioni degli sbalzi termici e degli agenti atmosferici. In questo caso, è possibile intervenire efficacemente sui muri esterni, rigenerando le parti mancanti e restituendogli la sua originaria bellezza ed integrità. In questo articolo, troverai una guida su come ristrutturare una facciata esterna, in modo rapido ed economico.

Ripristinare l’intonaco della facciata esterna

Ristrutturare la facciata esterna di un edificio può essere una procedura complessa e richiedere abilità e competenze specifiche, in campo edilizio. La difficoltà d’esecuzione dell’intervento dipendono dalla quantità e dalla complessità dei danni da riparare e dalle tecniche da impiegare. Se si decide di effettuare la ristrutturazione in modo autonomo, senza richiedere l’intervento di una ditta esperta, sarà fondamentale possedere una buona manualità e disporre di materiali e attrezzature professionali, al fine di poter realizzare un lavoro a regola d’arte. Ecco gli oggetti di cui avrai bisogno per ripristinare l’intonato della facciata:

– Sacchi di cemento e calce, per esterni;
Sabbia edile;
– Stucco in polvere;
– Acqua;
– Finitura per esterni;
– Spazzola in metallo;
– Frattazzo;
– Spatola;
– Spugna morbida;
– Cazzuola;
– Martello e scalpello;
– Carta vetrata di differenti tipologie;
– Rullo e pennelli;
– Pittura per esterni;
– Guanti, occhiali ed elmetto protettivo;
– Tuta impermeabile protettiva.

Per prima cosa, bisognerà indossare le protezioni, in modo da lavorare in completa sicurezza, senza rischiare di andare incontro ad infortuni. In seguito, effettuare un’analisi dettagliata delle problematiche dei muri e delle caratteristiche dell’intonaco danneggiato. Una volta individuate le aree su cui intervenire, col martello e lo scalpello, staccare le parti di intonaco lesionate o fragili, che stanno per disancorarsi dalla superficie. Una volta che la facciata risulterà nuda, rimuovere la polvere ed eventuali irregolarità con una spazzola dentata in metallo. É fondamentale eliminare tutto il materiale che tende a sfarinarsi facilmente e a cadere poiché può ostacolare la procedura di ripristino dell’intonaco.

Una volta che le zone trattate risulteranno pulite e levigate, bisognerà riempirle con un impasto a base di cemento, calce, sabbia e acqua. Prima di procedere, inumidire le parti nude con una spugna bagnata, in modo da permettere all’impasto di fissarsi meglio. A questo punto, utilizza il frattazzo bagnato per spianare la superficie e allinearla con l’intonaco vecchio ancora intatto, presente intorno alla zona danneggiata. Dopo la fase di posatura e spianatura del materiale di riempimento, mantenere la zona trattata bagnata per circa due ore, vaporizzando dell’acqua con un erogatore spray. Ciò impedirà al composto di seccarsi troppo rapidamente e formare crepe.

Una volta che l’impasto a base di cemento si sarà solidificato del tutto, si può procedere all’operazione di carteggiatura. Essa serve a levigare i muri e ad uniformare la superficie nuova con quella già esistente. Dunque, utilizzare la carta vetrata a grana spessa, per le zone più dure e disomogenee, e quella a grana fine per le aree più sottili. A questo punto, rimuovere la polvere con una spugna bagnata e applicare uno strato di finitura per esterni. Una volta che anche questa operazione sarà conclusa e le pareti risulteranno asciutte, si potrà procedere infine con la tinteggiatura. Per la facciata esterna, è preferibile scegliere una pittura traspirante con caratteristiche anticondensa e antimuffa, in modo da renderla più resistente all’azione delle intemperie.

Ristrutturare la facciata esterna: intervenire sulle crepe

Una problematica frequente che colpisce le facciate degli immobili riguarda la formazione di crepe. Esse sono dovute principalmente agli sbalzi di temperatura e ai micromovimenti e alle vibrazioni del suolo. Inoltre, possono dipendere anche dalla qualità dei materiali utilizzati in fase di costruzione che possono perdere aderenza, dopo alcuni anni. Riparare le crepe è molto importante poiché, a lungo andare, possono creare problemi di sicurezza in casa. Infatti, le crepe possono essere causa di infiltrazioni d’acqua e umidità. Possono indebolire i muri e, in casi estremamente gravi, provocare crolli. Intervenire in modo tempestivo sulla problematica è fondamentale per impedire alle lesioni di estendersi e diventare più complesse e costose da trattare. Per riparare le crepe, sarà necessario munirsi della seguente attrezzatura:

– Gesso in polvere;
– Cemento e calce;
– Acqua;
– Spazzola in metallo;
– Carta abrasiva;
– Martello e scalpello;
– Cazzuola;
– Frattazzo.

Il primo passo da compiere consiste nell’eliminare ogni traccia di materiale che tende a staccarsi facilmente intorno alla crepa. Rimuovere tutti i residui utilizzando la spazzola di ferro, lo scalpello e il martello. In seguito, se la crepa risulta profonda, allargarla leggermente, picchiettandone la superficie. Ciò consentirà di riempirla in modo efficace ed impedire che si riformi col tempo. A questo punto, ripulire la zona dalla polvere, usando una spugna bagnata oppure un pennello umido. Preparare il composto a base di cemento, calce e acqua e, aiutandosi con una spatola, riempire la crepa e lasciarla asciugare. Successivamente, livellare la superficie con l’utilizzo del frattazzo inumidito.

Quando la crepa riempita sarà completamente asciutta e spianata, bisognerà procedere con la carteggiatura, in modo da levigarla e rendere la zona omogenea col resto della facciata. A questo punto, si può applicare un sottile strato di gesso sulla parte trattata, in modo da favorire un migliore ancoraggio della vernice, durante la tinteggiatura. Con questa semplice procedura è possibile trattare la maggior parte delle crepe presenti sulla facciata. Tuttavia, in presenza di lesioni profonde e gravi, è consigliabile richiedere la perizia di una ditta specializzata e ottenere una valutazione professionale sulla stabilità dei muri e sui lavori da eseguire. Infatti, seppure il fai da te risulti più vantaggioso dal punto di vista economico, non è indicato in situazioni particolarmente gravose, dove l’intervento di uno specialista è fondamentale per la messa in sicurezza dell’intero edificio.

Sono il figlio del primo imbianchino 2.0 in Italia: ovviamente ho dato una mano 🙂

Il successo di mio padre nasce anche grazie alla mia esperienza di lavoro come specialista di web marketing: dopo aver seguito numerosi progetti on-line nel settore e aver studiato da autodidatta, ho deciso nel gennaio 2012 di aprire un blog: mulfarimbianchino.com.

Questo blog conta ora più di 120.000 visite da tutto il mondo e un eccellente conversione in termini di clienti acquisiti.

Vernice termina? Tutti i segreti!

L’isolamento termico della casa offre molte opportunità di risparmio, durante tutto il corso dell’anno. Permette di trattenere il calore in inverno, limitando l’utilizzo dei riscaldamenti, mentre in estate impedisce ai raggi solari di filtrare attraverso le mura, mantenendo fresco l’ambiente più a lungo. Per isolare la propria abitazione, si può usare la vernice termica. Si tratta di una speciale pittura che impedisce la dispersione termica attraverso le pareti, aumentando il comfort domestico. In questo articolo, troverai una guida su cos’è la vernice termica e i suoi vantaggi.

Cos’è la vernice termica

La vernice termica è un prodotto specifico per il trattamento isolante dei muri. É caratterizzato da microsfere in ceramica o vetro e speciali resine sintetiche e acriliche che impediscono la dispersione del calore in casa. Infatti, questa vernice crea una barriera che protegge i muri dall’azione degli agenti atmosferici e dagli sbalzi di temperatura. Inoltre, impedisce la formazione di muffa e condense. Grazie a questo tipo di pittura, le pareti acquisiscono proprietà isolanti che evitano che il riflesso dei raggi infrarossi le oltrepassi, alterando la temperatura dell’ambiente. In generale, possiamo dire che la vernice termica agisce sulla conduttività dei materiali e ne migliora le prestazioni.

In commercio, sono disponibili diverse tipologie di vernici termiche, adatte per differenti esigenze e in tante colorazioni moderne. Nonostante ciò, questo tipo di pittura è ancora poco conosciuta tra la gente comune e, per questo, utilizzata principalmente in ambiente edile e residenziale. Viene impiegata soprattutto in prossimità di pilasti e colonne portanti e in strutture particolarmente esposte all’umidità. Può essere applicata sia negli interni delle abitazioni private sia nelle facciate esterne di case e strutture commerciali.

I vantaggi della vernice termica

La vernice termica può essere un valido aiuto, per migliorare le prestazioni energetiche della propria abitazione e risparmiare sui consumi elettrici, in inverno e d’estate. Ecco tutti i vantaggi della pittura termica:

– Isolamento termico: secondo i produttori di queste vernici termiche, una loro applicazione sulle pareti domestiche può riflettere fino al 90% dei raggi solari provenienti dall’esterno, riducendo notevolmente il riscaldamento dell’abitazione in estate. Ciò vuol dire ottenere una differenza di temperatura di ben 4 gradi, tra l’interno e l’esterno, decisamente vantaggiosa, non solo durante la bella stagione, ma anche in inverno. Infatti, la vernice termica impedisce il rilascio di calore fuori dall’abitazione, mantenendola calda più a lungo. Se associata all’installazione di infissi adeguati e ad ulteriori interventi di isolamento sulle pareti, questa vernice contribuisce a mantenere l’ambiente fresco o caldo, a seconda del periodo in cui ci si trova, senza la necessità di usare sistemi di condizionamento termico;

– Antimuffa: proteggendo i muri dagli sbalzi termici, la vernice termica impedisce all’umidità di penetrare e causare la proliferazione di microrganismi nocivi, come la muffa. Così facendo, non è più necessario utilizzare rimedi chimici per rimuovere le muffe e i muri rimangono puliti molto a lungo;

– Anticondensa: la condensa è uno dei principali responsabili del danneggiamento dell’intonaco sulle pareti. Essa, infatti, provoca, lo scrostamento delle vernici, richiedendo interventi professionali per ripristinare l’estetica dei muri. Grazie alla vernice termoisolante, tale fenomeno viene arginato senza fatica e senza la necessità di richiedere interventi di manutenzione durante l’anno;

– Risparmio energetico
: l’utilizzo della vernice termica può portare a risparmiare sui consumi abituali fino al 30%. Infatti, evitando la dispersione di calore, fa in modo che la temperatura dell’ambiente domestico risulti sempre ottimale. Così facendo, si minimizza l’uso di condizionatori e riscaldamenti durante l’anno, responsabili di sprechi energetici e alti costi in bolletta. Un ulteriore risparmio, è dato dalla possibilità di detrarre dalle tasse, gli interventi effettuati con la pittura termica;

– Rispetta l’ambiente: grazie a questo prodotto, si limita l’uso dei riscaldamenti e, quindi, lo spreco di risorse energetiche importanti. Ciò produce un basso impatto ambientale, rispettando la natura. Per queste ragioni, la vernice termica può essere considerata un prodotto ecosostenibile;

– Facilità e versatilità d’uso
: la pittura termoisolante può essere applicata per ogni ambiente e parte della casa. Può isolare sia le pareti interne sia le facciate esterne degli immobili. Si stende facilmente con le comuni attrezzature impiegate per imbiancare la casa, come il rullo e il pennello, senza comportare particolari difficoltà. Per questo motivo, può essere usata anche dai meno esperti in fai da te;

– Altamente reperibile
: questo prodotto si può trovare facilmente in commercio ed essere acquistato presso i negozi specializzati in forniture edili e vernici. Se ne possono trovare di molti marchi e costi differenti, in base alle quantità acquistate e alla qualità della vernice;

– Varietà di colorazion
i: la vernice termica si può trovare in tantissime colorazioni differenti. Oltre ai classici colori neutri, come il bianco, l’avorio, il beige e il grigio, sono disponibili anche tinte moderne e vivaci. In questo modo, è possibile decorare le pareti della propria casa, prendendosene cura e senza rinunciare ad un tocco personale.

La vernice termica è sicuramente un ottimo strumento per migliorare la qualità delle prestazioni energetiche della propria casa. Tuttavia, non può sostituirsi ad altri importanti interventi di isolamento termico, necessari in casa per mantenere un corretto ambiente climatico. Dunque, tale pittura è da intendersi principalmente come un prodotto in grado di migliorare le prestazioni termoisolanti di un abitazione, già dotata delle giuste precauzioni, come infissi moderni e funzionali e applicazione di materiali murari isolanti.

Costi della vernice termica

Il prezzo della vernice termoisolante varia in base alla marca acquistata e al formato scelto. In genere, ha un costo che può andare dai 3 euro a metro quadro, fino ad arrivare ad un massimo di 12 euro. In ogni confezione di vernice sono riportate delle etichette che ne descrivono le caratteristiche e le performance ottenibili. Inoltre, vengono fornite informazioni utili sulla loro applicazione e durata nel tempo. Questo prodotto rientra tra gli interventi di ristrutturazione energetica per i quali è possibile chiedere e ottenere le detrazioni fiscali. Si può ricevere fino al 50% di agevolazioni sulle tasse per le ristrutturazioni di edifici ed immobili, come ad esempio le abitazioni private. Questa percentuale può aumentare fino al 65%, se si effettuano ulteriori migliorie energetiche in casa e rispettano i parametri richiesti dalla normativa vigente. Grazie a queste nuove tecnologie in campo edile, oggi è possibile prendersi cura della propria abitazione, rispettando l’ambiente e con un occhio attento al risparmio a medio e lungo termine.

Sono il figlio del primo imbianchino 2.0 in Italia: ovviamente ho dato una mano 🙂

Il successo di mio padre nasce anche grazie alla mia esperienza di lavoro come specialista di web marketing: dopo aver seguito numerosi progetti on-line nel settore e aver studiato da autodidatta, ho deciso nel gennaio 2012 di aprire un blog: mulfarimbianchino.com.

Questo blog conta ora più di 120.000 visite da tutto il mondo e un eccellente conversione in termini di clienti acquisiti.